Sybil

Sibyl, Virginie Efira nei labirini di donna di Justine Triet

Sarà finalmente in sala dal 2 settembre, distribuito da Valmyn, Sibyl – Labirinti Di Donna, il  terzo lungometraggio di Justine Triet con protagoniste Virginie Efira e Adèle Exarchopoulos, entrambe fresche di successo all’ultimo festival di Cannes dove sono state protagoniste, rispettivamente, di Benedetta di Paul Verhoeven e dell’esordio di Julie Lecoustre ed Emmanuel Marre, Zero Fucks Given. Nel cast ci sono anche Sandra Huller e Gaspard Ulliel.

Il film

Sibyl (Virginie Efira) è una scrittrice ha abbandonato la scrittura per diventare psicologa. Con il tempo, però, presa dal desiderio di scrivere decide di lasciare la maggior parte dei suoi pazienti e comincia a immaginare la trama del suo nuovo romanzo. Mentre è in cerca dell’ispirazione, però, viene contatta da Margot (Adèle Exarchopoulos), una giovane attrice in difficoltà, che la prega di vederla e Sybil accetta. Nel pieno di un dramma passionale sul set del film che sta girando, che coinvolge l’attore principale e la regista, Margot si racconta senza inibizioni, mentre Sibyl ne resta sempre più affascinata, registrando segretamente le loro conversazioni e prendendo da esse materiale per il suo romanzo.

(Photo Credit: Kris Dewitte)

Adèle Exarchopoulos e Virginie Efira (Photo Credit: Kris Dewitte)

Una tragicommedia al femminile

Con questo film Justine Triet firma, ancora una volta, una tragicommedia raffinata e provocante dedicata alle donne, un gioco di specchi sull’identità e sulle radici che la conferma come una delle figure più interessanti del nuovo cinema francese. Ad interpretare questa storia intrigante la strepitosa coppia: Virginie Efira e Adèle Exarchopoulos. La prima è Sibyl, una psicologa che ha abbandonato la scrittura per abbracciare la professione medica. La seconda è Margot, una giovane attrice disperata che contatta la psicoterapeuta invocando il suo aiuto. Ma si dà il caso che a Sibyl sia da poco tornata la voglia di scrivere: tra le due nasce così una sorta di transfert alla rovescia. Se la critica, in quest’opera catartica dedicata alle donne, ha visto echi di Cassavetes e Tennesse Williams, Triet ha rivendicato la sua  ossessione per Un’Altra Donna di Woody Allen.