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Sopravvissuti, la tempesta della vita nella serie di Carmine Elia

Da lunedì 3 ottobre in Prima tv su Rai Uno arriva Sopravvissuti, la mistery-drama in 6 serate (12 episodi da 50 minuti) diretta da Carmine Elia con Lino Guanciale, Luca Biagini, Barbora Bobulova, Stèfi Celma, Giacomo GiorgioElena Radonicich e Pia Lanciotti.

La serie

Una barca di nome Arianna. Un viaggio. Dodici passeggeri. Sulla banchina Luca (Lino Guanciale), alla guida del cantiere Leone che ha organizzato la traversata, saluta gioioso sua moglie Sylvie (Stéfi Celma) e le due figlie. Anita (Pia Lanciotti), ruvido ispettore di polizia, guarda partire suo figlio Gabriele (Alessio Vassallo), che sarà il medico di bordo. Tra gli altri, si imbarca anche la famosa attrice Giulia Morena (Barbora Bobulova) con il marito e il figlio. Dopo pochi giorni di navigazione, l’imbarcazione scompare dai radar. Un anno dopo, al largo delle coste venezuelane, viene ritrovato un relitto. È l’Arianna. A bordo, ancora viva, solo la metà dell’equipaggio. I sopravvissuti sono sconvolti, prostrati dalla fame e dalla sete ma ancora vivi.

Interrogati dalle autorità, raccontano della tempesta che ha sorpreso la barca dopo pochi giorni di navigazione, della disperazione dopo un anno alla deriva senza albero, vele e motore. Raccontano degli altri passeggeri, morti durante la terribile tempesta. La gioia del ritrovamento e del ritorno a casa lascia presto spazio a una dura realtà. Non solo la vita che i sopravvissuti hanno lasciato non è più la stessa, ma agli occhi dei propri cari, anche i superstiti sembrano persone diverse. Cosa nascondono? Cos’è successo durante quell’anno? Cosa li aspetta adesso? I sopravvissuti scopriranno che anche a terra dovranno ancora lottare contro i fantasmi del naufragio e contro i sospetti di Anita, che non crede alle loro parole e strenuamente cerca indizi che aprano delle crepe nel loro racconto e facciano emergere la verità.  

Barbora Bobulova e Elena Radonichic

Barbora Bobulova e Elena Radonicich

Carmine Elia racconta…

“A volte, quando finalmente crediamo di aver capito chi siamo, la vita ci mette di fronte alla vastità ridicola del nostro errore con tutta la violenza di cui è capace. Nella nostra serie questo simbolico furto di identità compiuto dal destino è la tempesta che ad alcuni passeggeri toglie la vita e agli altri toglie tutto il resto. Le conseguenze umane di questo evento sono la cosa che più mi ha attratto di questo progetto, insieme al contrasto tra l’imponenza – non comune per il nostro Paese – degli effetti speciali e delle costruzioni, da una parte, e la delicatezza necessaria a rappresentare questi personaggi rotti e feriti, dall’altra. Mostrare come l’essere diventati altro li conduca inesorabilmente alla vergogna, la vergogna alle bugie, le bugie all’autodistruzione”.