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Tensione Superficiale, le contraddizioni dell’epoca moderna nel film di Giovanni Aloi

Giovedì 18 febbraio 2021 sulle piattaforme Chili, Rakuten TV e #IoRestoInSala – distribuito da Ombre Rosse in collaborazione con No.Mad Entertainment – uscirà Tensione Superficiale, l’opera prima di Giovanni Aloi, sceneggiata dal regista con Heidrun Schleef e Nicolò Galbiati e interpretata da Cristiana Dell’Anna, Francesca Sanapo, Benno Steinegger, Philipp Peter Heidegger, Hannes Perkmann, Katja Lechtaler, Katia Fellin, Celine Stampfer e Leo Seppi.

Il film

Michela (Cristiana Dell’Anna) è una ragazza-madre di trent’anni. Insoddisfatta del lavoro di receptionist in un hotel sul lago di Resia, estenuata dagli orari che le permettono di vedere solo di rado il figlio, decide di dare una svolta alla propria vita. Varca così il confine, per lavorare come prostituta nel week-end: in Austria, a pochi chilometri di distanza, le ragazze che vendono il proprio corpo sono tutelate dalla legge e ricevono lauti stipendi. Non appena però in paese si sparge la voce del suo nuovo lavoro, tutta la comunità le si rivolta contro, isolandola e perseguitandola. Il “segreto” di Michela porterà alla luce molte delle meschinità e delle ipocrisie quotidiane che sottendono alla vita del paesino montano, trasformando la ragazza in un capro espiatorio perfetto. Riuscirà a reagire, rifugiandosi nei valori più tradizionali: la famiglia, la dura vita di montagna, i rituali della comunità. Passata quindi attraverso la crudeltà dei suoi concittadini, la donna riuscirà infine a riconciliarsi con l’ex marito e l’intero paese, senza rinunciare alla propria volontà di autodeterminarsi.

Tensione Superficiale 1

Giovanni Aloi racconta… 

Quando mi sono imbattuto in un’intervista  a una ragazza italiana che varca il confine ogni giorno per prostituirsi, all’insaputa dei suoi amici e della sua famiglia ho immediatamente intravisto un enorme potenziale cinematografico in questa vicenda. Il film è una storia di confine lontana da ogni volontà di giudizio, con il solo desiderio di stimolare la riflessione su temi quanto mai attuali. Una donna che, adottando  un comportamento ritenuto moralmente inaccettabile, trova una via per ottenere ciò che la società esige da lei. Ricostituisce il proprio nucleo famigliare in brandelli, ribalta la sua situazione economica, si riscopre donna, desiderabile, forte. Il film non ha paura di svelare le contraddizioni dell’epoca contemporanea, ma che vuole andare a fondo nella ricerca dei rapporti tra individui, spazi e identità culturali, ma anche il racconto di una crescita, un percorso di consapevolezza doloroso ma necessario”.