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The Vanishing, nel mistero del faro, l’umanità nel caos

Scritto da Celyn Jones e Joe Bone, giovedì 28 febbraio arriva al cinema The Vanishing – Il Mistero Del Faro, il thriller psicologico diretto da Kristoffer Nyholm ed ispirato a una leggenda reale, ancora irrisolta: il mistero del faro delle isole Flannan. Il film è e interpretato dagli attori scozzesi Peter Mullan e Gerard Butler e l’esordiente Connor Swindells.

Il film

Tre guardiani di un faro (Butler, Mullan, Swindells) si apprestano ad assumere servizio per le solite sei settimane su una piccola e remota isola al largo della Scozia. Tutto prosegue con normalità fino a quando i tre non scoprono un baule pieno d’oro, portato sull’isola da un naufrago in fuga. Saranno costretti a uccidere dapprima per difendersi, poi per trattenere l’oro e infine continueranno a farlo accecati dall’odio e dalle paranoie, fino a quando rimarrà un solo sopravvissuto.

Il Mistero del Faro delle Isole Flannan

La storia di The Vanishing – Il Mistero Del Faro inizia oltre 100 anni fa, proprio con il vero mistero del faro delle isole Flannan. Nel dicembre del 1900, tre guardiani del faro su questo promontorio roccioso, che si trova al largo della costa delle Ebridi, nella Scozia occidentale, scomparvero senza lasciare traccia. Il destino di questi uomini, che vivevano in isolamento ai confini del mondo, rimane tutt’oggi un mistero. Quando le autorità si resero conto che la luce del faro non era in funzione, venne inviata una squadra al faro per indagare, e ciò che trovarono fu davvero sconcertante. Non c’era nessuna traccia degli uomini. Avventurarsi fuori dal faro e lasciare la luce incustodita non era permesso e andava contro le regole del Northern Lighthouse Board. All’interno del faro, tuttavia, tutto sembrava normale. Le lampade erano piene di olio ed erano state fatte anche le pulizie. C’era del carbone spento nel camino. Gli orologi erano tutti fermi.

Keepers

Alcuni dicono che c’era una singola sedia rovesciata in cucina, anche se questa potrebbe essere stata una successiva licenza letteraria. È importante sottolineare che mancavano solo due cerate, il che suggerisce che il terzo uomo debba essere uscito senza il suo impermeabile, una mossa molto insolita. Anche gli appunti sul registro ufficiale del faro sembravano piuttosto impressionanti. Forse non tutto andava bene. Sono state avanzate una moltitudine di teorie sul destino degli uomini – alcune riguardano persino il soprannaturale – e questo mistero ha ispirato scrittori e poeti nel corso degli anni.

Un trio “perfetto”

I filmmaker ha costruito la storia sui tre personaggi protagonisti: “avevamo tre personaggi principali, tutti alla deriva a causa delle loro relazioni personali – racconte Boneun trio perfetto di personalità da plasmare e contrapporre l’una all’altra”. Lo sceneggiatore afferma che fin dall’inizio del processo di scrittura hanno voluto caratterizzare e distinguere i tre personaggi per età, fisico e personalità: “questo avrebbe completato il puzzle – la gioventù contro i muscoli contro il cervello. Ci sono un uomo anziano molto saggio, un uomo di mezza età onesto e dal cuore grande e poi un personaggio più giovane, furbo e lunatico. Hanno tutti una storia passata. Il maggiore, Thomas, è molto vulnerabile, avendo perso sua moglie e la sua stessa anima. Poi nel mezzo c’è James, che è sotto pressione perché deve provvedere alla sua famiglia. Infine, c’è Donald, che vaga per la città come una scheggia impazzita, senza uno scopo reale, perché è stato trascurato per tutta la vita”.

Keepers

De-civilizzazione dell’Uomo

In The Vanishing, questi tre uomini si recano al faro delle isole Flannan e iniziano la loro vita di gruppo. Questo particolare racconto della storia inizia nel 1938: “ci vuole un po’ di tempo ma trovano un modo per coesistere e andare avanti –aggiunge Jonesma poi succede qualcosa. Trovano qualcosa a cui non possono resistere. Fanno qualcosa che non possono nascondere e tengono qualcosa che non dovrebbero tenere”. La storia diventa un’esplorazione della “de-civilizzazione dell’uomo“, continua Jones: “è una storia di umanità e di morte. Sono ragazzi ordinari in circostanze straordinarie, che cercano di prendere decisioni nella foga del momento”.

Avidità, paranoia e isolamento

I temi principali del film sono l’avidità, la paranoia e l’isolamento: “è un viaggio in cui gli uomini diventano ladri, poi bugiardi, poi assassini – spiega Bonee devono affrontare questa discesa nel caos”. L’avidità è la forza trainante: “ci siamo ispirati ai marinai che hanno combattuto l’Armada Spagnola, che sono naufragati e annegati perché si sono riempiti le tasche di oro. Sono affogati per la loro stessa avidità”.

Keepers

Una semplice storia oscura

Per il regista Nyholm l’attrattiva principale risiedeva nella semplicità della storia e nel dramma psicologico che si trovava all’interno: “i motivi per cui questi guardiani del faro passano dall’essere persone normali a guardiani, fino a poi diventare assassini. È una storia piuttosto oscura, molto semplice. E l’idea di base era molto stimolante – tre uomini che lavoravano in un faro – eppure abbiamo realizzato un grande dramma che si svolge in questo spazio davvero piccolo”. Il film è simile al classico del 1948 di John Huston Il Tesoro della Sierra Madre, dice, così come ad alcuni dei primi drammi di Polanski e ai film degli anni ’70 “che spesso avevano una struttura molto semplice e dei semplici rapporti tra i personaggi, ma in uno spazio particolarmente limitato”.

Il caos che sconvolge

The Vanishing è ambientato quasi interamente sulla piccola isola che ospita il faro, e quando fattori esterni influenzano la dinamica tra i tre protagonisti, scoppia il caos: “quando si devono confrontare con ciò che arriva dall’esterno – continua Nyholmnon c’è nessun posto dove andare a chiedere aiuto, è lì che i peccati emergono, che compaiono le crepe e gli uomini si devono confrontare con altri aspetti della loro anima. Questi tre uomini insieme hanno gli strumenti per prendersi cura l’uno dell’altro. Possono essere uomini responsabili. Ma quando le cose cominciano ad andare male, vediamo che sono uomini molto diversi e tutto prende una piega abbastanza imprevedibile”.

Keepers

Una storia sull’umanità

Il regista dice di aver letto del mistero delle isole Flannan, aggiungendo che “dove c’è un mistero è possibile portare la propria interpretazione e raccontare la propria storia. Qualcosa è successo là fuori ma non sappiamo cosa. Speriamo che il nostro film sia emozionante e divertente, ma che allo stesso tempo dica qualcosa in più di come siamo fatti cosa succede quando quella patina di civiltà si oscura e si perdono le normali regole del vivere in società. Questa è una storia sull’umanità. Ha una trama divertente e anche alcuni personaggi che amo davvero”.