Ti Porto Io

Ti Porto Io, il Cammino di Santiago nel nome dell’amicizia

Diretto da Chris Karcher e Terry Parish, martedì 2 ottobre arriva al cinema Ti Porto Io, un ritratto intimo e un viaggio epico che esplora il vero significato dell’amicizia e il potere della comunità. Tutto ha inizio quando Patrick accetta una proposta pazzesca: portare il suo migliore amico Justin, costretto a vivere su una sedia a rotelle, per tutti i famosi 800 chilometri del Cammino di Santiago. Il risultato? Un film documentario, unico nel suo genere, che illustra la loro impresa, il loro pellegrinaggio

Ti Porto Io non è soltanto la storia di un uomo “normalmente” abile che ne spinge un altro “diversamente” abile su una sedia a rotelle per 800 chilometri. È anche la storia di due amici che hanno trascorso tutto il tempo del loro viaggio a “spingersi” a vicenda a essere persone migliori. Attraverso il loro coraggio e la loro dignità, Justin e Patrick ci ricordano che siamo più forti insieme che da soli. In fin dei conti, tutti abbiamo bisogno di una spinta.

Ti Porto Io

Il Cammino di Santiago

La storia del pellegrinaggio a Santiago de Compostela risale al IX secolo quando si cercava il corpo dell’apostolo San Giacomo. Gli studiosi ritengono che San Giacomo fosse stato un grande evangelista in Spagna durante il regno di Re Alfonso II (792 – 842). A poco a poco, le persone hanno iniziato a rendere omaggio a San Giacomo nella Cattedrale che è stata costruita sul sito della tomba. Fu solo nel XII e XIII secolo che il pellegrinaggio divenne più consolidato e popolare. Negli ultimi 30 anni, in particolare, c’è stata una grande crescita e sempre maggiore interesse. C’è chi lo fa a piedi, in bicicletta o a cavallo. Originariamente conosciuto come pellegrinaggio cristiano, il Cammino attrae ogni anno persone di ogni credo e provenienza: dagli atei ai buddisti, dagli avventurieri alle persone in lutto, agli studenti. Indipendentemente dal contesto, tutti coloro che intraprendono questo pellegrinaggio si trasformano in qualche modo. Riescono ad abbandonare usi e costumi della società moderna per abbracciare la vita della comunità.