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Tutti Gli Uomini di Victoria, la donna moderna di Justine Triet

Giovedì 25 gennaio esce al cinema Tutti Gli Uomini Di Victoria, il nuovo film di Justine Triet, una commedia sofisticata, che ha inaugurato la Settimana della Critica del Festival di Cannes. Protagonista è Virginie Efira.


Victoria (Virginie Efira) è un avvocato penalista che deve districarsi quotidianamente tra tanti drammi: dal calo del desiderio sessuale, compensato con incontri casuali e fugaci, agli assalti di un ex marito che prova a sfruttare, anche economicamente, i risvolti scabrosi della loro passata relazione. Non mancano i sensi di colpa nei confronti delle due piccole figlie, trascurate per cercare una faticosa affermazione professionale. Accetta di difendere un suo amico, affidandosi a due improbabili testimoni, uno scimpanzé e un cane dalmata, vince e inciampa in un nuovo dramma.

La regista francese Justine Triet definisce il film una “commedia disperatasulla vita caotica di una donna moderna. Victoria è, infatti, una donna complessa ed evoluta, piena di contraddizioni, che si rivela progressivamente nel corso del film, circondata da una serie di personaggi altrettanto problematici. Victoria è colta sull’orlo di una crisi esistenziale, sempre più chiaramente intrappolata in una spirale emotiva che finisce per contaminare la sua vita professionale.

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Justine Triet è riuscita a dipingere abilmente il ritratto di questa donna che tenta di conciliare il suo impegno nel lavoro con una continua ricerca, sia pur confusa, di una felicità affettiva e sessuale attraverso incontri tanto deludenti quanto esilaranti che talvolta cominciano su Internet. L’ambizione della Triet è stata quella di raccontare la vita turbolenta di Victoria ricorrendo al genere della commedia, che a suo avviso rappresenta il modo migliore per evocare le sue ossessioni: le difficoltà relative alle relazioni tra uomo e donna, la solitudine, la gestione dei figli, la giustizia, il denaro e il sesso.

Il risultato è una miscela sofisticata di leggerezza e complessità, dove il fascino della protagonista offre un ruolo perfetto all’attrice belga Virginie Efira, formidabile nei panni dell’avvocato penalista Victoria Spick, giovane e bella professionista divorziata, divisa tra la cura delle sue due bambine, il lavoro e la sua turbolenta vita sentimentale. Nel film si riscontrano numerosi elementi comici, come gli animali, personaggi imprevisti e inusuali, che introducono aspetti fantasiosi e assurdi nel film, o come le scene in cui Victoria si confida con persone sbagliate, una veggente, un agopunturista, un cliente, in situazioni sbagliate.

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Così, il film di Justine Triet offre un’analisi quasi antropologica permeata di realismo e fantasia della nostra società, dove molte madri single, amorevoli ma completamente distaccate dalla loro funzione genitoriale, vivono in appartamenti dove regna il disordine e con figli abbandonati all’anarchia e sovente affidati a baby sitter. È possibile considerare Victoria un’eroina dei nostri tempi che, nel momento in cui perde il controllo, vede crollare anche tutte le sue certezze, diventando persino incapace di fare con determinazione la scelta ovvia di difendere il suo amico Vincent (Melvil Poupaud), accusato di aggressione nei confronti della compagna. Come sostiene Justine Triet, questa commedia a tratti drammatica è il “ritratto di una donna che cade, sbaglia, ma come sempre si rialza”.