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Un artista d’onore, Dean Martin

Per la ricorrenza del 110° anniversario, solo qualche giorno fa abbiamo celebrato John Wayne, il Duca di Hollywood. Oggi, ad un secolo esatto dalla nascita, ricordiamo invece Dean Martin, grandissimo cantante e attore di Hollywood. Lo ricordiamo attraverso una sequenza che lo vide proprio al fianco di John Wayne in Un Dollaro d’Onore (Rio Bravo), film western diretto da Howard Hawks nel 1959. Ne ricordiamo una scena memorabile.

Dean Martin

Dean Martin

Diventato un ubriacone, Dude (Dean Martin), il miglior amico dello sceriffo John T. Chance (John Wayne), ha perso il rispetto che questi aveva per lui. Impegnati a difendere una prigione assediata da un proprietario terriero il cui fratello è stato arrestato per omicidio, gli uomini sentono una brutta melodia, “la canzone della morte”, suonata da qualcuno pagato dall’assediante stesso. E all’improvviso Dude, che era arrivato a tremare tanto da non riuscire a tener ferma la mano, versa perfettamente il whisky rimettendolo dal bicchiere alla bottiglia, senza farne cadere una goccia – una reazione alla pressione creata dalla melodia.

Il cinema di Hawks si sviluppa dai dettagli e dai gesti minori delle sue interpretazioni. Le sue composizioni e il loro organico fluire sono fondate in gran parte sull’apparenza e sui ritmi corporei dei suoi personaggi. Hawks è all’opposto di un cinema formalista. In Hawks ogni chiazza di luce sul fotogramma sembra nascere dal viso, dalle mani e dai corpi dei personaggi; ogni stacco sembra sorgere dai loro movimenti.

Con John Wayne

Con John Wayne

C’è una coerenza perfetta nel fatto che lo snodo narrativo chiave di uno dei suoi film migliori sia espresso dal gesto di una mano, e si ha la sensazione che il resto di Un Dollaro d’Onore nasca tutto da quel primo piano delle mani di Dude-Dean Martin: i movimenti delle mani in qualche modo diventano composizioni complete. Un trio – Wayne, Martin e Hawks – al servizio del grande cinema western.