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Vivere, Che Rischio – la coraggiosa storia di un pioniere: Cesare Maltoni

Giovedì 24 ottobre, in anteprima nazionale, al Cinema Lumière (Sala Cervi) di Bologna, ore 20.15, verrà proiettato Vivere, Che Rischio – La Coraggiosa Storia Del Pioniere Della Ricerca Scientifica: Cesare Maltoni, il documentario scritto e diretto da Michele Mellara e Alessandro Rossi. I due registi saranno presenti in sala alla prima bolognese, successivamente il documentario da novembre uscirà in tutte le sale d’Italia.

Il documentario

Il documentario ritrae, attraverso immagini inedite e testimonianze straordinarie di chi lo ha conosciuto, la figura di Cesare Maltoni, uno dei più brillanti scienziati del Novecento, vero e proprio fondatore di un ambito della ricerca scientifica oggi attualissimo: quello dello studio delle sostanze chimiche e inquinanti dannose per la salute. Fondatore nel 1987 dell’Istituto Ramazzini a Bologna, che si occupa della difficile lotta contro le malattie ambientali, Cesare Maltoni è stato uno scienziato che ha precorso i tempi, inaugurando con il suo team di collaboratori tutto un settore della ricerca medica come quello dedicato alla prevenzione delle patologie causate da prodotti industriali dannosi per l’ambiente e per l’uomo. Il ritratto di uno studioso geniale noto in tutto il mondo, un’eccellenza dell’Emilia-Romagna, e talento rivoluzionario dalle cui ricerche è nata una metodologia scientifica ancora oggi insuperata. Il documentario racconta anche il lato privato di Cesare Maltoni, rendendo omaggio a un uomo che, da outsider coraggioso, è stato capace di portare avanti con energia le sue idee e di sfidare, in nome  della salute pubblica, poteri e convenzioni.

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Le diverse facce di Maltoni

Da dove cominciare per fare un ritratto cinematografico di Cesare Maltoni? La sua poliedrica e sfaccettata figura sembra richiedere di essere raccontata da molteplici prospettive. Esiste il Maltoni geografico – profondamente romagnolo – che combina insieme le calme movenze della pianura con quelle rapide e dinamiche dell’uomo di mondo, del viaggiatore. Esiste anche il Maltoni scienziato, il più noto, punto di riferimento internazionale nell’ambito della ricerca sulla cancerogenesi ambientale e della prevenzione oncologica. E qui compare immediatamente il Maltoni politico che utilizza i dati della ricerca per combattere battaglie a favore del bene pubblico e della salute di tutti. Poi c’è il Maltoni ideatore di spazi da dedicare alla ricerca scientifica, alla salute, alla prevenzione e alla cura delle persone (a lui si collegano le grandi opere come l’Istituto Ramazzini, i poliambulatori di prevenzione, i laboratori di alta tecnologia, gli archivi, l’hospice). E infine, il Maltoni quasi francescano nel manifestare sempre inalterata una spiccata sensibilità verso il dolore di chi soffre.

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Un grande uomo rinascimentale

Maltoni è sostanzialmente un grande uomo rinascimentale, tant’è vero che si richiama in modo esplicito agli studi epidemiologici di Bernardino Ramazzini, alla tradizione di un sapere fondato sulla conoscenza empirica: “Prevenire è meglio di curare“. Il film-documentario basa la propria narrazione su questa poliedricità eroica del protagonista, eroica sostanzialmente per tre motivi: perché è profondamente umana (anche nei suoi tratti di debolezza); perché fuori dagli schemi, e perché è caratteristica degli eroi ottenere risultati irraggiungibili agli altri. La figura dello scienziato colpisce per il suo carattere volitivo, la sua competenza, la sua umanità, e per lascito di valore che ci consegna. Uno spazio d’azione non chiuso ma che, anzi, apre ampi spazi di riflessione su tutti i temi che riguardano la prassi e la ricerca scientifica, lo studio sulla prevenzione di malattie mortali, l’idea stessa di sanità pubblica e di tutela alle persone. Un’eredità tutta da raccogliere e raccontare.