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Warren Beatty, il fascino che non invecchia

Agli ultimi Oscar è stato, involontariamente, protagonista di uno dei momenti più indimenticabili degli Academy: lo scambio della busta del titolo di Miglior Film (non La La Land, ma Moonlight). Stiamo parlando di Warren Beatty, una delle star hollywoodiane più prolifiche – attore, regista, sceneggiatore e produttore – che oggi compie 80 anni. Anche in quel momento imbarazzante di due mesi fa ne è uscito alla grande, grazie a quello sguardo sorridente, contagioso e ancora oggi carico di fascino.

Un giovane Warren Beatty

Un giovane Warren Beatty

In attesa di vederci il suo ritorno (dopo quindici anni) al grande schermo – il prossimo 20 aprile arriva in sala L’Eccezione alla Regola, film da lui scritto, diretto e interpretato – oggi lo vogliamo festeggiare attraverso due grandi film che lo hanno visto protagonista: Gangster Story e Reds.

Il primo, il cui titolo originale è Bonnie And Clyde, è una pietra miliare del cinema, che quest’anno compie 50 anni. Diretta da Arthur Penn, la pellicola è ambientata nel 1933, a Dallas, e vede protagonisti Clyde Barrow (Warren Beatty) e Bonnie Parker (Faye Dunaway). Lui è un ladro d’auto, lei è una cameriera. Insieme ad altri complici, dannp vita alla banda di rapinatori più famosa d’America. “Volano Uccelli e Pallottole“: il finale del film vede l’uccisione dei suoi eroi fuorilegge. Prima dei proiettili, Bonnie e Clyde, euforici, sono sensibili a tutto ciò che li circonda nel mondo naturale, come uno stormo di uccelli. “Non realizzano affatto che questa esplosione di natura turbata – come scrisse Adrian Martinè un presagio dell’ultimo secondo e che sono stati attirati in una trappola mortale da un astante dall’aria innocente sul ciglio della strada“.

Con la Dunaway in "Gangster Story"

Con la Dunaway in “Gangster Story”

Molti spettatori ricordano il momento dell’uccisione come uno spettacolo più prolungato ed eccessivo di quanto sia effettivamente: “la raffica di spari e il rallenti che cattura il parossismo insolitamente lirico dei corpi di Bonnie e Clyde sono piuttosto limitati rispetto ad altri film“.

Al di là di questa sequenza memorabile, il film di Penn fu fortemente influente – in vari campi, come la moda degli anni ’30 e la diffusione della violenza nel cinema – diventando un film capitale del genere gangster. Immaturi, disadattati, ribelli, Bonnie e Clyde “si esprimono con una violenza frenetica – come scrisse Morandini – ed un’esuberanza fisica che è anche un allegro gioco di atti e gesti“. Candidato a 11 premi Oscar (vinse quello per la Miglior Fotografia di Burnett Guffey e per la caratterista Estelle Parsons), il film fu sceneggiato da David Newman e Robert Benton: “il regista non segue la tradizione romantica delle coppie ribelli e disperate e non concede ai suoi personaggi la consapevolezza della rivolta: il loro resta un gioco, tragico, ma un gioco“.

Eccezionale regista-interprete di "Reds"

Eccezionale regista-interprete di “Reds”

Dopo il convincente esordio anche dietro alla macchina da presa con Il Paradiso Può Attendere (1978, nominato agli Academy come Miglior Film e per la Miglior Regia), Warren Beatty nel 1981 diresse Reds, un grandissimo film che gli fece vincere l’Oscar per la Regia. Fu lo stesso Beatty, in stato di grazia, ad interpretare il protagonista della storia, il giornalista americano socialista John Reed (1887-1920). La pellicola racconta la sua tormentata ma potentissima storia d’amore con Louise Bryant (una superba Diane Keaton). Con lei, Reed partì per Pietroburgo a ridosso dello scoppio della Rivoluzione: scriverà I Dieci Giorni Che Sconvolsero il Mondo (1919).

Un film che consacrò Warren Beatty, grande uomo di cinema, dietro e davanti all’obiettivo della camera.