Bardo

Bardo, ovvero la cronaca falsa di alcune verità del visionario Alejandro G. Iñárritu

Presentato in Concorso alla 79. Mostra del Cinema di Venezia, mercoledì 16 novembre arriva nelle nostre sale Bardo, La Cronaca Falsa di Alcune Verità il nuovo film del visionario regista messicano Alejandro G. Iñárritu. Girato in 65 mm e dotato di una straordinaria fotografia di Darius Khondji, il film – che debutterà su Netflix il 16 dicembre – è stato scritto da Iñárritu e Nicolás Giacobone e rappresenta una commedia nostalgica ambientata durante un epico viaggio personale. 

Il film

Il film rappresenta un’esperienza immersiva epica e visivamente straordinaria, ambientata durante l’intimo e commovente viaggio di Silverio (Ruben Zamora), un noto giornalista e documentarista messicano che vive a Los Angeles. L’uomo, dopo aver ricevuto un prestigioso riconoscimento internazionale, è costretto a tornare nel suo paese natale, ignaro che questo semplice viaggio lo spingerà verso una profonda crisi esistenziale. La follia dei suoi ricordi e delle sue paure riesce a perforare il presente, riempiendo i suoi giorni di un senso di sconcerto e stupore. Tra emozioni e abbondanti risate, Silverio lotta per trovare risposte a domande universali eppure intime, riguardanti la propria identità, il successo, la fragilità della vita, la storia del Messico e i profondi legami sentimentali che condivide con la moglie e i figli. In breve, cosa significa essere umani in questi tempi molto particolari.

Alejandro G. Iñárritu racconta…

“Alcuni anni fa, mi sono accorto all’improvviso che la strada davanti a me era molto più breve di quella che avevo già percorso. Inevitabilmente, ho incominciato a esplorarla a ritroso e nel profondo, ma entrambi i sentieri sono ingannevoli e labirintici. Il tempo e lo spazio si intrecciano, e la narrazione che costituisce ‘la nostra vita’ non è molto più di un falso miraggio, composto da fatti percepiti in modo soggettivo dal nostro imperfetto sistema nervoso”.

Bardo 2

“La memoria non è veritiera, possiede soltanto convinzioni derivate dalle emozioni. È quindi la verità dell’emozione che io voglio ricercare, nell’enorme baule pieno di chimere che mi porto dietro. Avviso in anticipo: non ho trovato alcuna verità assoluta, ho solo percorso un viaggio tra realtà e immaginazione. Un sogno. I sogni, come il cinema, sono reali ma non veri, e in entrambi il tempo è liquido. Bardo è il racconto di un viaggio tra quelle due illusioni dai confini indecifrabili”.