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CAMERABOOK – Primavere e Autunni, le origini della comunità cinese a Milano raccontate da Caij Rocchi e Matteo Demonte

1È da oggi in libreria – edito da BeccoGiallo – il libro Primavere e Autunni di Caij Rocchi e Matteo Demonte: una storia autobiografica scritta e disegnata sui pionieri che diedero origine alla comunità cinese di Milano. Il testo, che contiene anche una postfazione del sociologo Daniele Brigadoi Cologna, ha come protagonista Wu Li Shan, un giovane venditore ambulante di cravatte. Arriva a Milano nel 1931 da uno sperduto villaggio di montagna della Cina orientale. In città sono appena terminati i lavori per la costruzione della nuova Stazione Centrale e le vie sono piene di gente. Wu non conosce l’italiano e ha a malapena una stanza dove stare, ma quella città gli piace: adora il rumore dei passi cadenzati sui marciapiedi, le carrozze sulle strade, le chiacchiere delle belle signore che tengono i figli per mano. Prima che a Milano Wu ha vissuto in altre grandi città, come Parigi ed Amsterdam, eppure comprende che è l’Italia il luogo che il destino ha scelto per lui e per il futuro della sua famiglia.  Da venditore ambulante a titolare d’azienda, dal matrimonio con la sarta italiana Giulia alla Rivoluzione Maoista che lo allontanerà per sempre dal paese natale, pagina dopo pagina la vita e le imprese di Wu rinascono nella memoria più intima del nipote per diventare finalmente una storia universale.

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Sullo sfondo di una Milano in grande espansione, assistiamo alla nascita della comunità cinese di Milano: dalle cravatte vendute a “due lile” al boom dei laboratori di pelletteria prima e della ristorazione poi, fino alle famiglie di seconda generazione.


“La storia di mio nonno Wu – come le storie dei pionieri – ha contribuito ad aprire la via dell’integrazione cinese nell’Europa contemporanea”

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