T2: Trainspotting

Danny Boyle, il passato e il presente in T2 Trainspotting

Ventun’anni dopo il primo film-cult del 1996, arriva domani al cinema T2 Trainspotting, il sequel, nuovamente diretto da Danny Boyle e interpretato dal cast originale composto da Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller e Robert Carlyle. John Hodge torna a scriverne la sceneggiatura, tratta Porno e Trainspotting, i romanzi di Irvine Welsh.


Prima c’è stata un’occasione, poi c’è stato un tradimento. Sono passati vent’anni. Molte cose sono cambiate, ma altrettante sono rimaste le stesse.Mark Renton (Ewan McGregor) torna all’unico posto che da sempre chiama casa.

Lì ad attenderlo ci sono Spud (Ewen Bremner), Sick Boy (Jonny Lee Miller), e Begbie (Robert Carlyle), insieme ad altre vecchie conoscenze: il dolore, la perdita, la gioia, la vendetta, l’odio, l’amicizia, l’amore, il desiderio, la paura, il rimpianto, l’eroina, l’autodistruzione e la minaccia di morte. Sono tutti in fila per dargli il benvenuto, pronti ad unirsi ai giochi.

Ewan McGregor e Jonny Lee Miller

Ewan McGregor e Jonny Lee Miller

Realizzato con un budget di 2 milioni di sterline, il primo Trainspotting superò le sue modeste origini indipendenti, per diventare un vero e proprio fenomeno culturale. “La cosa bella era la nostra totale inesperienza – dice lo sceneggiatore John Hodgeall’epoca il nostro obiettivo era fare un film interessante. Speravo che il modo in cui venivano umanizzati gli eroi, allontanandoci al contempo dal ritratto tradizionale della vittima, riscuotesse successo. E, come il libro, Trainspotting ha dato ai personaggi un senso dell’umorismo e di intuizione, che tradizionalmente è stato loro negato. Tutto ciò era controverso. Alla gente è piaciuto e non è piaciuto, per le stesse ragioni”.

Per i suoi molti fan, il film ha fornito una scossa di adrenalina in uno scenario cinematografico britannico, dominato all’epoca da drammi storici, realismo sociale e commedie romantiche. Con le sue immagini sorprendenti, una colonna sonora propulsiva, un cast di indimenticabili anti-eroi e supportata da un’ innovativa campagna pubblicitaria sulla provocazione, Trainspotting ha catturato perfettamente lo spirito del tempo.

Begbie (Robert Carlyle)

Begbie (Robert Carlyle)

Ventuno anni dopo, ecco il secondo capitolo: “secondo la saggezza convenzionale, dopo vent’anni è tardi fare un sequel – afferma Danny Boyleil ritardo non è stato esattamente intenzionale, per anni abbiamo parlato della volontà di farne un altro, ma, in realtà, è quel che dà al film una raison d’être. Quando si mettono a paragone gli attori oggi, con le immagini di come apparivano 20 anni fa, viene fuori una scena crudele. Anche solo dieci anni fa, guardandoli, ho visto che non erano molto cambiati. I ragazzi si sono tenuti bene rispetto a come sarebbero potuti essere, se paragonati a come apparivano in precedenza. Non si vergognano di essere così come sono, ed è proprio di questo che tratta il film”.

Jonny Lee Miller, che interpreta Simon (alias Sick Boy), concorda sul fatto che questo non è un sequel tradizionale: “ho sempre sostenuto che non era il caso di fare un sequel di Trainspotting, fintanto che non si prendessero in considerazione alcuni elementi. Come ci si sente da grandi? Cosa hanno fatto? Cosa è successo ai personaggi e in cosa sono coinvolti? Un sequel inequivocabile che offre le risposte sul perché uno se n’è andato, o come un altro si è vendicato, diventa davvero molto noioso. L’unico modo per renderlo più interessante è quello di metterci in mezzo la vita delle persone”.

Spud (Ewen Bremner)

Spud (Ewen Bremner)

Robert Carlyle (Begbie) ha avuto un’esplosione di sensazioni in vista del progetto: “c’era tutto, nervosismo e forse, soprattutto entusiasmo. Sembra una cosa banale da dire, ma era come indossare un vecchio paio di scarpe. Conosco Begbie alla perfezione. È cambiato molto, ma è ancora un personaggio che suscita il divertimento oltre che una sorta di disperazione. Ha condotto una vita triste. E questo è davvero quello che viene approfondito nel film, oltre a cosa hanno combinato questi ragazzi negli ultimi 20 anni, e dove sono adesso”.

La cosa interessante è che T2 in realtà è l’adattamento di due libri: Porno, il sequel scritto dieci anni dopo da Irvine Welsh, ma soprattutto, è un anello di congiunzione di Trainspotting. Per Danny Boyle, il libro originale è come una chiave moderna di Ulisse: “è intramontabile credo, e la sua lettura è sempre ‘un’ondata di oceano al cuore’. Il nuovo film fa costantemente riferimento al primo, ed è stato un privilegio tornare indietro in quel mondo”.

Simon e Mark

Simon e Mark

Danny Boyle, esattamente come i fan del primo film, aspettava da tempo di poter rivedere i quattro protagonisti ancora insieme: “ma la grande sorpresa è stato l’impatto emotivo: è bastato guardare i loro volti. C’era pathos. Ha a che fare con la nostra consapevolezza del tempo che passa, per loro, e per noi”.

“Il tempo è come un cannocchiale: se si guarda in un modo il passato è lì, molto vicino; e se si guarda di nuovo, non c’è più”.

Danny Boyle