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Flight Mode, la nostalgia del viaggio sulle ali di un aereo abbandonato

In un mondo dove i confini geografici sono stati ridisegnati dalla pandemia e dove è ormai quasi impossibile viaggiare, la Compagnia Instabili Vaganti, che da sempre basa il proprio lavoro sul dialogo interculturale e l’internazionalità dei suoi progetti, continua a “superare i confini” attraverso la collaborazione a distanza con la compagnia iraniana Don Quixotte, creando la web video performance Flight Mode, che ha come tema centrale la nostalgia del viaggio. La performance è il sesto episodio di 8 e 1/2 Theatre Clips – Come la pandemia ha cambiato le nostre vite in 8 episodi e ½ (Italia – Iran, 2020), la web serie (che omaggia Fellini) performativa prodotta dall’Ambasciata d’Italia a Teheran che, già dal titolo, ci rimanda ad abitudini perdute che attendiamo di riconquistare.

Flight Mode

La serie, per la regia della pluripremiata Anna Dora Dorno, è interpretata dal performer italiano Nicola Pianzola e dal famoso mimo iraniano Danial Kheirkhah, a sua volta diretto dal regista iraniano Ali Shams ed è fruibile sui canali social della Compagnia e dell’Ambasciata. Nell’episodio Flight Mode la Compagnia Instabili Vaganti unisce immagini di repertorio inedite, girate nel 2015 dentro e fuori la carlinga di un Boeing 727 abbandonato nella Laguna del Carpintero a Tampico (Messico), a immagini attuali che raccontano di un diario di viaggio svuotato di contenuto e di una immobilità dalla scadenza sconosciuta, attraverso “una trasposizione teatrale di scene di vita domestica” osservate e rappresentate con l’approccio, lo sguardo, la sensibilità artistica di due interpreti di culture differenti. La sceneggiatura si esprime attraverso un dialogo bilingue, Italiano e Farsi e l’interpretazione avviene attraverso l’interazione di diverse arti performative e visive, ma soprattutto – in questo nuovo episodio della serie – da un approccio che caratterizza da sempre la Compagnia, quello di lavorare in site-specific in luoghi desueti, unici e fortemente scenografici.

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Nicola Pianzola racconta…

In questo episodio abbiamo voluto rappresentare l’”uomo pandemico”, a cui è stata sottratta la possibilità di spostarsi, di muoversi nelle dimensioni di spazio e tempo, è un uomo intrappolato in un eterno presente dal futuro incerto e proiettato, suo malgrado, verso i ricordi del passato. La particolare location che abbiamo voluto utilizzare per esprimere questo concetto, era uno dei luoghi del Festival Internazionale di Teatro TFM, che ha come obbiettivo quello di strappare al narcotraffico i luoghi abbandonati della città per restituirli alla collettività. Oggi quell’aereo non esiste più, è stato incendiato, per cui quelle immagini per noi hanno una grande valenza, rappresentano il concetto di resilienza, indispensabile per noi in questo momento difficile, ma anche il forte potere dell’arte, capace di trasfigurare la realtà attraverso la fantasia e la creatività, permettendo ad un aereo distrutto di tornare a volare”.