Gillo Pontecorvo sul set del film Giovanna, 1955
Fondo Pontecorvo
Collezione Museo Nazionale del Cinema

Gillo Pontecorvo, un secolo fa nasceva il regista che cercava Lo Sguardo Umano

Gillo Pontecorvo sul set del film Giovanna, 1955 Fondo Pontecorvo Collezione Museo Nazionale del Cinema

Quasi in concomitanza con il Centenario della nascita (martedì 19 novembre 2019), dal 20 novembre 2019 al 3 febbraio 2020 il Museo Nazionale del Cinema di Torino omaggia Gillo Pontecorvo con Gillo Pontecorvo: Lo Sguardo Umano, una grande mostra dedicata a questo grande regista che sarà allestita sotto i grandi schemi dell’Aula del Tempio, cuore del Museo Nazionale del Cinema e della Mole Antonelliana.

Set del film Giovanna, 1955 Fondo Pontecorvo Collezione Museo Nazionale del Cinema

Set del film Giovanna, 1955
Fondo Pontecorvo
Collezione Museo Nazionale del Cinema

Gillo Pontecorvo

Gillo Pontecorvo è stato uno dei maestri del cinema italiano, e mondiale, una figura esemplare e unica di quest’arte, anzi: unica. Pontecorvo lasciava nell’immediato un giudizio indiscutibile, e un paradosso: è stato uno dei cineasti più influenti del secolo; è stato anche uno dei registi meno prolifici della storia, con appena sei titoli realizzati tra il 1957 e il 1979 (cioè nel cuore della sua filmografia). Ma questi film sono di importanza capitale, e tra essi alcuni, legati alla memoria e allo sguardo di milioni di spettatori, sono divenuti proverbiali, quasi delle parole a sé stanti. Pontecorvo non lasciava al mondo solo dei capolavori, ma un’influenza forte e tutt’ora continua su generazioni di cineasti, un’influenza seminale riconosciuta da maestri (si pensi alla stima di cui gode negli Stati Uniti) fino a giovani che iniziano oggi la propria avventura nel cinema.

Provini di Ronaldo Bonacchi per la parte di Bore Squarciò nel film La grande strada azzurra, 1957 Fondo Pontecorvo Collezione Museo Nazionale del Cinema

Provini di Ronaldo Bonacchi per la parte di Bore Squarciò nel film La grande strada azzurra, 1957
Fondo Pontecorvo
Collezione Museo Nazionale del Cinema

La mostra

Le 62 immagini in mostra provengono dal ricco Fondo Pontecorvo, donato dalla famiglia nel 2013 al Museo Nazionale del Cinema, e sono relative ai film Giovanna (1955), La Grande Strada Azzurra (1957), Kapò (1960), La Battaglia di Algeri (1966), Queimada (1969) e Ogro (1979). Di grande impatto emotivo, sono nel contempo preziosi documenti per conoscere il processo di lavorazione dei film, dai provini degli attori alle foto di set e di scena. L’omaggio include anche un assaggio del periodo da giornalista e fotografo negli anni ’50. Completano il percorso due monitor dove scorrono immagini montate da Simone Pontecorvo sui progetti del regista mai portati a termine e una carrellata sugli anni di direzione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Sull’altro monitor invece il suo provino da attore per il film Il Sole Sorge Ancora e quello di alcune attrici per Kapò (tra le altre una giovanissima Claudia Cardinale). L’impegno sociale e l’attenzione per la condizione umana sono al centro di tutte le opere di Pontecorvo che vuol dare voce a chi voce non ha: a cominciare da Giovanna, racconto femminile e protofemminista, per passare attraverso l’umanità dolente de La Grande Strada Azzurra, l’orrore dei campi di concentramento nazisti di Kapò, fino ad arrivare alla coralità del popolo in rivolta de La Battaglia di Algeri e Queimada, per chiudere con il sanguinoso attentato in Ogro.

Provino di Brahim Haggiag per la parte di Ali La Pointe nel film La battaglia di Algeri, 1966 Fondo Pontecorvo Collezione Museo Nazionale del Cinema

Provino di Brahim Haggiag per la parte di Ali La Pointe nel film La battaglia di Algeri, 1966
Fondo Pontecorvo
Collezione Museo Nazionale del Cinema

La mania per la faccia giusta

Il tributo a Pontecorvo si collega alla mostra #FacceEmozioni. 1500-2020: dalla Fisiognomica agli Emoji, che racconta il volto come più importante luogo di espressione dell’anima dell’essere umano, ospitata al Museo Nazionale del Cinema fino al 6 gennaio 2020. La ricerca dei volti, delle “facce”, è stata assolutamente centrale per Gillo Pontecorvo. Il regista, a tal proposito, diceva: “la direzione degli attori è una delle cose che mi interessa di più nel cinema: e questo interesse è moltiplicato dalla mia mania per la faccia giusta, per la corrispondenza anche fisica con il personaggio, per la quale rinuncio molto spesso a quegli strumenti molto più raffinati e utili che sono gli attori professionisti”.