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Giuseppe Ferlito ci porta in Infernet: l’uso distorto del web

È dal 28 aprile al cinema Infernet, il nuovo film sceneggiato e diretto da Giuseppe Ferlito e fortemente voluto dai produttori Michele Calì e Federica Andreoli. Protagonista un vasto cast di attori giovani e di esperienza: Ricky Tognazzi, Remo Girone, Roberto Farnesi, Laura Adriani, Andrea Montovoli, Massimo Olcese, Marco Profita, Daniel Pistoni, Leonardo Borgognoni, Viorel Mitu e Katia Ricciarelli.


Cinque storie si intersecano tra di loro come accade col meccanismo della rete: Don Luciano, un prete anticonvenzionale, moderno ed impegnato costantemente in campagne mediatiche a sostegno dei bambini immigrati, viene accusato di pedofilia; Claudio, un attore famoso che ha nel cuore le problematiche della gente comune, rivelerà la sua vera natura; Sandro, spinto dalla voglia di sentirsi parte di un gruppo, si unisce ad una gang di ragazzini viziati appartenenti alla classe borghese, che si divertono a fare i bulli e a filmare le proprie bravate; Giorgio, un ricco imprenditore, distrugge la sua famiglia a causa del suo vizio per il gioco online e infine tre giovani amiche adolescenti, attratte dai soldi facili, decidono di prostituirsi filmando i loro clienti per poi ricattarli.

È sufficiente sfogliare un giornale per renderci conto di come, ogni giorno, ci troviamo di fronte a fatti di cronaca legati all’uso improprio di Internet. Questo proliferare di episodi di violenza rivela un allarmante cambiamento in atto nella nostra società: Internet si inserisce nelle nostre vite come una risorsa affascinante, ma non siamo del tutto preparati ad utilizzarlo senza correre rischi. Basta un click a trasformare il Web in un terreno insidioso.

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Il film affronta tutte quelle problematiche negative relative ai social-Network e all’uso nefasto che ne fanno gli utenti, specialmente i fruitori più deboli incapaci di difendersi da un mezzo alquanto subdolo e a volte mostruoso e distruttivo. Personalità vulnerabili, psicologie fragili, gente in totale solitudine: un popolo che si rifugia in una sorta di realtà parallela, tutti convinti che la strada più facile sia sempre la migliore.

“Il web distorce la percezione del tempo e dello spazio, tramutandosi in una dimensione parallela in cui rifugiarsi, per questo abbiamo deciso di farne un film sociale”.

Michele Calì