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Gunda, il simbolo degli animali senzienti di Victor Kossakovsky

Prodotto da Joaquin Phoenix e acclamato da Paul Thomas Anderson, giovedì 13 maggio arriva al cinema Gunda, il film diretto da Victor Kossakovsky, un’opera d’arte sull’esistenza in grado di trascendere le barriere spesso fittizie che separano le specie. Una pellicola che ci ricorda il valore della vita di tutti gli animali, compresa la nostra.

Il film

Nonostante condividiamo ogni giorno il pianeta con miliardi di animali, siamo culturalmente condizionati ad ignorarne la sensibilità e a considerarli come una mera risorsa utilitaristica. In questo film i protagonisti sono gli animali, prima tra tutti una scrofa di nome Gunda. Attraverso il punto di vista di un maiale o il muggito di una mucca, la pellicola racconta come non siamo l’unica specie in grado di provare emozioni, avere coscienza o volontà.

Joaquin Phoenix racconta…

Gunda offre una sconvolgente prospettiva sulla sensibilità delle specie animali che normalmente magari di proposito ci viene tenuta nascosta. Dimostrazioni di orgoglio e riverenza, di divertimento e felicità da parte di una giovane e curiosa scrofa; il suo panico, la sua disperazione e la sua totale sconfitta davanti a inganni crudeli, sono prove valide di quanto similmente tutte le specie reagiscono agli eventi nelle nostre rispettive vite“.

Gunda 1

Victor Kossakovsky racconta…

Ho sempre voluto fare un film sulle creature con cui condividiamo questo pianeta. Un film sugli animali filmati come esseri senzienti a pieno titolo il mio film non li avrebbe guardati dall’alto verso il basso né li avrebbe umanizzati. Non avrebbe avuto alcun sentimentalismo né sarebbe stato propaganda vegan. Era però impossibile trovare i finanziamenti per girarlo, dato che il film che avevo in mente non avrebbe raccontato di delfini, elefanti, panda o altri graziosi animali che amiamo osservare. La nostra scrofa rimane in scena per più della metà della durata del film ed è un personaggio straordinario. Non serve un interprete per decifrare le sue emozioni e le sue azioni. Credo personalmente che l’essenza del cinema sia mostrare e non comunicare un messaggio. Con Gunda voglio che le persone notino questi animali come veri esseri senzienti. Voglio incoraggiare il pubblico a considerare la possibilità che la coscienza e la personalità degli animali esistano davvero. Ecco perché credo che questo sia il mio film più personale, il più importante che abbia realizzato fino a questo momento come filmmaker e come essere umano“.