Winona Ryder bei der Great Balls of Fire Premiere 1989

I miti di Hollywood: 5 documentari per scoprire i dietro le quinte del cinema

Il canale culturale Arte in Italiano (arte.tv/it) propone un viaggio nella storia del cinema tra attori, registi e capolavori, attraverso una selezione di 5 documentari: dalle storie di Bruce Lee, Melvin van Peebles, Winona Ryder, che rivedremo a fine maggio con la nuova stagione di Stranger Things, fino ai dietro le quinte di Ultimo Tango a Parigi e Lost in Translation.

Winona Ryder e Tim Burtons "Talento e Caos"

Winona Ryder e Tim Burtons “Talento e Caos”

Winona Ryder: talento e caos

Da ragazzina, Winona Horowitz Ryder ebbe grandi difficoltà a integrarsi con i coetanei a causa del suo carattere introverso, ma la sua vita cambiò radicalmente all’età di 15 anni, quando ottenne il suo primo ruolo cinematografico e fu poi notata da Tim Burton, che la scelse per la commedia macabra Beetlejuice, spingendola verso la celebrità. La sua ipersensibilità, però, finì per compromettere la sua salute fisica e psicologica, portandola a rinunciare alle riprese de Il Padrino e a essere condannata per taccheggio, evento che ne danneggiò definitivamente la reputazione. Ormai cinquantenne, Winona Ryder ha fatto un comeback tanto inaspettato quanto apprezzato nella serie fantasy Stranger Things, che il 27 maggio riprenderà con la quarta stagione. Il documentario Winona Ryder: talento e caos, attraverso estratti e filmati d’archivio, racconta la sua storia e traccia il profilo di un’artista considerata una outsider.

Pedro Almodóvar

Pedro Almodóvar

Banderas-Almodovar: dolore e gloria

Se Hollywood ha fatto di Antonio Banderas l’attore spagnolo più famoso al mondo, il merito di averlo scoperto è tutto di Pedro Almodóvar. I due si incontrarono nei primi anni ‘80 a Madrid e da allora hanno lavorato a film di grande successo come Donne sull’orlo di una crisi di nervi e Legami, grazie ai quali l’attore riuscì ad affermarsi come sex symbol attirando i riflettori di Hollywood. Quando Banderas approdò a Los Angeles, però, il regista rimase profondamente deluso e iniziò a giudicare severamente le performance “americane” dell’attore che si era, a suo parere, piegato agli stereotipi indossando spesso la maschera del maschio ispanico erotizzato. La riappacificazione tra i due avvenne vent’anni dopo con film come La piel que habito e, soprattutto, Dolor y Gloria. Il documentario Banderas-Almodovar: dolore e gloria propone un’immersione negli archivi e in 40 anni di relazione artistica tra il Maestro e la sua Musa al maschile.

Bruce Lee

Bruce Lee

Bruce Lee: Kung Fu Revolution(s)

Nel mondo del kung fu c’è un prima e un dopo Bruce Lee. Fin da bambino l’attore si fece notare per la sua eccezionale destrezza nel combattimento e fu proprio questo talento, torneo dopo torneo, ad attirare l’attenzione di registi internazionali, che lo chiamarono negli Stati Uniti. Bruce Lee incarnava un fenomeno nuovo, ma il cinema americano non lo prese subito sul serio e così, non riuscendo più a trovare ruoli tra le produzioni di Hollywood, decise di ritornare a Hong Kong, dove viveva la famiglia. Lì spiccò il volo diventando un fenomeno mondiale. Kung Fu Revolution – Bruce Leader, primo capitolo della serie Kung Fu Revolution(s), racconta la nascita e la vita di un mito del cinema e delle arti marziali.

Bernardo Bertolucci

Bernardo Bertolucci

Da Sofia Coppola a Bernardo Bertolucci: C’era una volta… il grande cinema

Dai volti di Marlon Brando a Bill Murray, passando per la regia di Xavier Dolan, la serie C’era una volta… Il grande cinema compie un viaggio alla scoperta della genesi, delle reazioni del pubblico e della storia di alcuni cult assoluti della Settima Arte. Tra le pellicole esplorate Lost in Translation di Sofia Coppola, dall’incredibile dietro le quinte delle riprese di Tokyo fino all’inaspettato successo, e Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, tra tagli e denunce per oscenità.

Melvin Van Peebles

Melvin Van Peebles

La nascita di un eroe nero al cinema: Melvin van Peebles: “Sweet Sweetback”

Nel 1971, quando negli Stati Uniti crescevano le violenze nei confonti della comunità afroamericana da parte della polizia, Melvin van Peebles entrò a gamba tesa nel cinema holliwoodiano con Sweet Sweetback’s Baadasssss Song, film che vide per la prima volta sul grande schermo un protagonista nero. Il suo personaggio divenne uno schiaffo alla coscienza di una società composta per ben l’11% da afroamericani, una percentuale elevata ma ancora “invisibile” dalle parti di Hollywood. Sweet Sweetback segnò così l’alba del movimento Blaxpoitation, omaggiato più avanti da cineasti come Gordon Parks e Quentin Tarantino, e la cui epopea è raccontata in questo documentario.