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Il Caso Siciliano torna a vivere nel cortometraggio di Alessandro Ienzi

Sabato 10 aprile sarà presentato online Il Caso Siciliano, il cortometraggio diretto da Alessandro Ienzi che ripercorre un fatto di cronaca realmente accaduto, quasi dieci anni fa: il femminicidio di Lisa Siciliano. Il corto, realizzato da Raizes Teatro, sarà presentato il 10 aprile alle ore 20.00 in streaming sui canali della Compagnia Raizes Teatro e del programma Human Freedom 21 (ai link: https://www.facebook.com/raizesteatro/https://www.facebook.com/humanfreedom21)

Il 7 febbraio 2012 Rosanna Lisa Siciliano, (nel corto interpretata da Noemi Francesca) 37 anni, fu uccisa a Palermo in un alloggio di servizio della Caserma Le Falde dell’Arma dei Carabinieri, con la pistola d’ordinanza, dal marito Rinaldo D’Alba, appuntato scelto, che subito dopo si suicidò, lasciando le due figlie minori, Noemi e Lussianna, cresciute grazie al supporto degli zii materni, Michele Meli e Manuela Siciliano. È su questi fatti che verte l’opera scritta e diretta da Alessandro Ienzi. Il caso Siciliano, è un caso di cronaca che riguarda tutti, non solo i familiari o gli operatori di Giustizia – spiega il regista – . nelle pieghe di questa storia si riconoscono i punti cardine della cultura che favorisce il fenomeno del femminicidio. Il lavoro conferisce alla nostra produzione artistica un nuovo ruolo e una responsabilità: la pubblica difesa delle vittime“.

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C’è un messaggio vocale, di 23 minuti, che Lisa Siciliano aveva registrato un anno prima di essere uccisa, in cui la donna si rivolge al giudice che doveva decidere sulla separazione dal marito che la tormentava con botte e insulti. Rosanna Lisa aveva informato i superiori delle botte subite dal marito, del suo atteggiamento violento e denigratorio. A seguito dell’archiviazione del processo penale, nel 2018, la famiglia di Rosanna Lisa aveva presentato domanda risarcitoria nei confronti del Consiglio dei Ministri e dei ministeri della Difesa e della Giustizia perché si accertasse una eventuale omissione da parte dell’Arma dei carabinieri che, secondo quanto presentato in denuncia dai parenti, non avrebbe agito nei confronti dell’appuntato in modo adeguato per scongiurare quella tragedia. Per le parti avverse quelle richieste risarcitorie erano prescritte o infondate. La prescrizione, secondo quanto scrive la giudice, arriva per un ritardo nella presentazione della denuncia e quindi per “il decorso del termine di cinque anni dalla data dell’omicidio”.  Secondo lei, signor giudice, questo processo come va a finire?”  chiede la donna, alla fine del cortometraggio. Ad oggi le figlie di Rosanna Lisa Siciliano non hanno ottenuto alcun ristoro da parte dello Stato.