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Il Gesto delle Donne, racconto del lavoro femminile tra gli anni ’20 e ’70

Dalle 18 di venerdì 4 dicembre, nell’ambito della XIII edizione di Archivio Aperto, la manifestazione di Home Movies – Archivio Nazionale del film di famiglia di Bologna dedicata alla riscoperta del patrimonio cinematografico privato, su MYMovies sarà disponibile alla visione online Il Gesto Delle Donne, una selezione di immagini d’archivio sul lavoro delle donne, a lungo invisibile, che riemerge con la forza delle immagini private e d’impresa, dove pubblico e privato si intrecciano e disegnano la genealogia di un fare che è gesto della cura, della precisione, della condivisione, gesto di una memoria che riscrive il presente. I filmati saranno visibili gratuitamente fino al 20 dicembre.

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Il progetto, ideato da Giulia Simi assieme a Michele Manzolini, mette al centro il lavoro delle donne, catturato nello scorrere della vita quotidiana dagli sguardi di cineamatori e cineamatrici tra gli anni ‘20 e gli anni ‘70: la fabbrica, i campi, la casa, gli uffici, gli ospedali, la scuola. Sono gli anni centrali di un secolo, il Novecento, che ha visto le donne affacciarsi progressivamente e con ostinazione agli spazi pubblici del lavoro, ai quali hanno per la prima volta accesso libero dal 1919, quando la legge Sacchi abroga l’istituto dell’autorizzazione maritale anche se ancora impedisce alle donne di ricoprire gli impieghi “che implicano poteri pubblici giurisdizionari o l’esercizio di diritti e di potestà politiche”. Per accedere alle funzioni della magistratura, le donne dovranno aspettare il 1963.

Il Gesto Delle Donne è una selezione d’archivio che cerca di ripercorrere l’immagine delle donne al lavoro nel corso del Novecento – tutto ciò che si vedrà è contenuto tra gli anni Venti e gli anni Settanta del secolo scorso – all’interno di uno specifico contesto, che è quello dei film di famiglia – osserva la curatrice Giulia Simi -. Con l’eccezione di alcuni frammenti, che provengono da fondi legati alle storie d’impresa e che sono stati per lo più realizzati con scopo promozionale, tutti i materiali provengono da fondi familiari, dove il fare delle donne emerge in una molteplice varietà di contesti. Una varietà che appartiene tuttavia a un immaginario tipico del lavoro femminile, seppure con qualche sorpresa. In queste immagini, dunque, ripercorreremo le tracce di quella che appare come la mappatura classica dei mestieri delle donne”.

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Questo non deve stupire – continua la Simi perché si tratta del normale contesto a connotazione patriarcale nel quale spesso i filmati familiari, soprattutto negli anni centrali del Novecento, sono stati realizzati. E tuttavia proprio queste immagini così tradizionali abbiamo pensato che ci interrogassero. Che ci chiedessero di essere guardate, osservate, lette con gli occhi del nostro presente. Sono immagini che ci parlano di cura, di precisione, di resistenza, di fatica, ma anche di condivisione, di gioia, di complicità tra donne. Sono immagini che hanno la potenza evocativa della memoria e una grande energia emotiva. Incontreremo gli sguardi di madri, nonne, sorelle che ci hanno preceduto e hanno compiuto i primi passi verso la grande stagione della liberazione delle donne. Proprio negli anni Settanta, negli anni in cui esplode il Femminismo, questa selezione si conclude, lasciandoci un filo per tessere nuove trame sugli ultimi cinquant’anni di storia delle donne al lavoro”.