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James McAvoy e Daniel Radcliffe in Victor, la vera storia del Dott. Frankenstein

Daniel Radcliffe e James McAvoy sono i protagonisti di VictorLa Storia Segreta Del Dott. Frankenstein, una dinamica ed entusiasmante riedizione di una storia già leggendaria al cinema da giovedì 7 aprile e diretta da Paul McGuigan.

Il radicale scienziato Victor Frankenstein (James McAvoy) e il suo altrettanto brillante protetto Igor Strausman (Daniel Radcliffe) condividono la nobile idea di aiutare l’umanità grazie alla loro pioneristica ricerca dell’immortalità. Ma gli esperimenti di Victor sono andati troppo oltre e la sua ossessione avrà conseguenze terrificanti. Solo Igor potrà riportare indietro il suo amico dal baratro di follia in cui è caduto e salvarlo dalla sua mostruosa creatura.

Victor, pur sempre ispirato al classico di Mary Shelley e alle sue innumerevoli reinterpretazioni, è un film che pone al centro – sceneggiatura di Max Landis – la relazione tra Victor e il suo miglior amico e assistente Igor.  Per la prima volta, infatti, gran parte della storia è raccontata dal punto di vista di Igor. “È una storia di profondo affetto, quella tra i due personaggi – racconta il regista Paul McGuiganVictor e Igor hanno bisogno l’uno dell’altro. Anzi, Victor forse ha bisogno di Igor più di quanto Igor ne abbia di lui”.

James McAvoy

James McAvoy

Inoltre il film, pur ambientandosi nel 1860 agli albori della Rivoluzione Industriale, è pervaso da una sensibilità tutta contemporanea: “non lo riterrei un film storico – sostiene Daniel Radcliffeè un film moderno in tutto e per tutto, le idee di Victor e Igor sono all’avanguardia, vere punte di diamante.  Per loro la scienza si basa su qualcosa che va ben oltre l’osservazione e credono, invece, che sia una forza creatrice capace di riplasmare il mondo”.

Per il collega James McAvoy, la pellicola è una manifestazione di riconoscenza per le decine di film che hanno riportato in vita questi stessi temi e personaggi: “il film ripropone molti degli elementi già familiari che il pubblico si aspetterebbe di trovare in un film su Frankenstein, ma aggiunge nuove sfaccettature ai personaggi, alle loro relazioni e tanto nuovo divertimento”.

Daniel Radcliffe

Daniel Radcliffe

Max Landis ha cercato di catturare lo spirito di tutti i film di Frankenstein e poi ha dato un ordine al puzzle di idee raccolte creando il suo mostro. In particolare, McGuigan era attratto dall’idea di Landis di raccontare la storia attraverso gli occhi di Igor, per evidenziare come il personaggio e il suo ruolo nella tradizione filmica di Frankenstein siano sempre stati percepiti in modo sbagliato.  Il personaggio di Igor non è presente nel romanzo di Mary Shelley né appare nella maggior parte delle successive versioni cinematografiche.

Il gobbo assistente di laboratorio interpretato da Dwight Frye nel film Frankenstein (1931) di James Whale è la fonte principale a cui attinge tutta l’iconografia del personaggio, sebbene in quel caso si chiamasse Fritz.  La maggior parte degli appassionati di cinema, poi, hanno conosciuto il personaggio grazie all’interpretazione di Marty Feldman nell’amatissimo Frankenstein Junior di Mel Brooks, dove Igor insiste per essere chiamato con la pronuncia “Eye-gore” (con un gioco sulla pronuncia delle due parole che significano ‘sangue agli occhi’). Anche il personaggio di Victor vanta una lunga serie di nomi diversi.  Molti attribuiscono, infatti, il nome di Victor al mostro e non al suo creatore, che invece è il dottore buono.

Victor e Igor

Victor e Igor

Victor, per McAvoy, è “divertente e pericoloso, ma anche brillante, ossessivo e sociopatico: se è vero che Victor percorre quella linea sottile al confine tra luce e buio e tra vita e morte, solo Igor può evitargli la discesa nella follia da cui non farebbe più ritorno”. Un compito non facile, visto che Victor e Igor sono intenti ad esplorare i quesiti fondamentali dell’umanità: Da dove veniamo?  Dove andiamo dopo la morte?  Possiamo sfuggire (o annullare) la morte? “Penso che le intenzioni di Victor siano buone – continua McAvoysta cercando di migliorare la condizione umana, che è così fragile. Tenta di rendere l’uomo più forte e, idealmente, in grado di superare la morte, che è una delle ossessioni umane più radicate da sempre”. Per l’attore un personaggio con l’ambizione di cambiare il mondo non può che essere “una prorompente forza eversiva”.

Nel suo amico Igor, comunque, trova pane per i suoi denti.  È subito colpito dalla vastissima conoscenza anatomica di Igor e per questo lo prende sotto la sua ala.  Anche se Igor può considerarsi sotto molti aspetti la sua prima vera creazione, Victor impara tantissimo dal suo amico e assistente. Danile Radcliffe lo presenta così: “Igor possiede un universo intellettuale molto ricco e, seppur non sia un suo pari sotto un profilo accademico, è certamente un valido compagno nell’impresa che si accingono a compiere”. Victor risolleva Igor dalla sua orribile condizione e questo fatto stabilisce una dinamica molto interessante nella loro relazione: “Victor ha plasmato una nuova vita per Igor – racconta Radcliffe – quando, poi, i due amici si imbarcano assieme in questo percorso e Victor comincia a dare segni di follia, Igor cerca a sua volta di ripescarlo dal baratro della pazzia.  Ma come fai a tenere testa a qualcuno a cui devi tutto?”.

Igor e Victor

Igor e Victor

Il mostro della storia è giustamente chiamato Prometeo, ispirandosi al personaggio mitico che tentò di rubare il segreto del fuoco agli dei. Un’impresa simile a quella che Victor si accinge a tentare, ossia rubare a Dio la forza generatrice della vita. Prometeo è in realtà la versione 2.0 del lavoro di Victor.  C’era già stato un tentativo precedente di ricreare la vita dalla morte, un mostro chiamato Gordon dall’aspetto ancora più orrifico di Prometeo.  Sono proprio loro, Prometeo e Gordon, la chiave di lettura del film: invenzione e creazione.

“Ho amato il tono irriverente del film e il fatto che riesca ad essere né Vittoriano né troppo abbottonato: Victor e Igor sono degli illuminati”.

Daniel Radcliffe