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L’angoscia del lockdown ne I Giorni Bianchi di Alfonsi-Malagnino

Sulle piattaforme digitali – Sky Prima Fila, Amazon Prime Video, Apple Tv+, Chili, The FilmClub, Rakuten e Google Play – è disponibile alla visione on demand I Giorni Bianchi, il nuovo film diretto da Davide Alfonsi e Denis Malagnino che ripercorre la profonda angoscia vissuta durante la primavera del 2020, quando l’Italia entrava in Lockdown a seguito dell’arrivo della pandemia.

Il film

Italia, Marzo 2020. Il Premier Conte annuncia il lockdown nazionale per arrestare la crescita prorompente dei morti da Covid: “State a casa” è il messaggio raccomandato a tutte le famiglie per rallentare il diffondersi del virus, ma la chiusura totale adottata acuisce in molti nuclei, già precari e in difficoltà, i disagi esistenti.

Girato in un mese, I Giorni Bianchi, diretto da  Davide Alfonsi e Denis Malagnino, è la nuova sorprendente pellicola prodotta da Donkey’s Movies e Full Frame, una nuova società di produzione fondata da Marco Pocetta, che racconta la quarantena di una famiglia italiana: i giorni del primo lockdown. Mentre all’esterno cresce il numero dei morti e delle attività commerciali chiuse, all’interno di una famiglia si consuma una tragedia nella tragedia con un pathos da film horror che mostra, con primi e primissimi piani alla Roma di Cuarón, i problemi scaturiti dal necessario “Stay At Home“. Con la recitazione straordinaria di Simona Malagnino, per la prima volta sullo schermo, in un ruolo femminile drammatico da cinema neorealista.

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I registi raccontano…

Tre personaggi esemplari dell’Italia di oggi condividono i loro giorni di quarantena. Un maschio schiacciato da responsabilità più grandi di lui, una donna sterile che agogna una maternità impossibile, un demente in balia di deliri calcistici. Un cane a guardia della normalità che sta andando a pezzi, nella ripetizione automatica di gesti e azioni, che malcelano il seme della follia, nell’assordante cacofonia di elettrodomestici, sotto lo sguardo di ammennicoli, casa rifugio di insetti vivi e morti. Di fuori un mondo che non esiste più, dal quale provengono solo le voci metalliche dei gerarchi che salmodiano numeri e dati“.