Rosi about Eboli , Björn Blixt e Peter Englesson, 1979
Francesco Rosi sul set di Cristo si è fermato a Eboli
Foto di Björn Blixt-©Archivio Björn Blixt

Le Mani Sulla Verità: a Torino la mostra per i 100 anni di Francesco Rosi

Rosi about Eboli , Björn Blixt e Peter Englesson, 1979 Francesco Rosi sul set di Cristo si è fermato a Eboli Foto di Björn Blixt-©Archivio Björn Blixt

Il 15 novembre 2022 ricorrono i 100 anni dalla nascita di Francesco Rosi e il Museo Nazionale del Cinema di Torino lo celebra con l’esposizione Le Mani Sulla Verità 100 Anni di Francesco Rosi, a cura di Domenico De Gaetano e Carolina Rosi con Mauro Genovese e Maria Procino, allestita al piano di accoglienza della Mole Antonelliana e a ingresso gratuito. L’omaggio vuole ricordare uno dei grandi maestri del cinema e ripercorrere il suo lavoro, delineando il segno profondo lasciato dalla sua figura, capace di coniugare l’arte
cinematografica con l’impegno civile e che ha influenzato profondamente il cinema italiano e internazionale.

Cristo si è fermato a Eboli , Francesco Rosi, 1979 Gian Maria Volonté Foto di Sergio Strizzi-©Archivio Sergio Strizzi Collezione Museo Nazionale del Cinema

Cristo si è fermato a Eboli , Francesco Rosi, 1979
Gian Maria Volonté
Foto di Sergio Strizzi-©Archivio Sergio Strizzi
Collezione Museo Nazionale del Cinema

Un tributo doveroso e necessario – sottolinea Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema – a uno dei più conosciuti maestri del cinema italiano a livello mondiale, ancora straordinariamente attuale grazie a un’opera che ci permette di riflettere sulla complessità del presente. I suoi film hanno la capacità di trasmettere un messaggio universale fatto di temi civili e sociali, ricerca della verità e della giustizia”.  

Acquisire il fondo Rosi è stato un grande privilegio – afferma Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema e co-curatore della mostra – È uno dei maestri del cinema italiano e i materiali conservati restano di sorprendente attualità per i temi affrontati e per la capacità di parlare allo spettatore utilizzando un approccio e uno stile che sono alla base del suo cinema di impegno civile e politico. L’obiettivo della mostra è proprio quello di valorizzare questo patrimonio, non solo per i cinefili che già lo conoscono ma di raggiungere soprattutto i giovani, futuri interpreti di questi valori. Per questo motivo nel particolare allestimento multimediale si è dato spazio a testimonial che sanno interagire con le nuove generazioni”.

Il caso Mattei , Francesco Rosi, 1972 Luigi Squarzina e Gian Maria Volonté ©Reporters Associati & Archivi – Roma Collezione Museo Nazionale del Cinema

Il caso Mattei , Francesco Rosi, 1972
Luigi Squarzina e Gian Maria Volonté
©Reporters Associati & Archivi – Roma
Collezione Museo Nazionale del Cinema

Franco (perché così io lo chiamavo) lo sento ogni momento accanto a me, nei momenti bui e in quello che faccio – racconta Carolina Rosi, co-curatrice della mostra – Mi spronava sempre ad andare avanti, a vedere oltre lo stato delle cose. E proprio per questo motivo mi sembra giusto celebrarlo con questa mostra realizzata dal Museo Nazionale del Cinema, dove, attraverso foto, oggetti e film chi lo ha amato lo ritroverà, le nuove generazioni potranno leggere l’uomo, l’intellettuale, l’artista: potranno riscoprire il suo ‘cinema della realtà’ perché è così che definiva il suo lavoro, non amava etichette quali cinema politico o d’inchiesta. In ogni sequenza dei suoi film – continua Carolina Rosi – ognuno potrà sempre scorrere la storia del nostro Paese e i ragazzi potranno sfogliare un cinema che attraverso il dubbio può renderli consapevoli del presente e di quanto possano determinare per loro stessi o subire nel futuro”.

Incentrata su cinque titoli particolarmente significativi nella ricca filmografia del regista, la mostra è un viaggio multimediale che impiega le nuove tecnologie per sollecitare l’interesse delle giovani generazioni verso temi importanti e ancora attuali. Ogni sezione è rappresentata da foto di scena, manifesti, dichiarazioni dell’autore e materiali originali provenienti dall’archivio del Museo Nazionale del Cinema, ed è introdotta da video realizzati da testimonial d’eccezione, in grado di raccontare i temi affrontati da Rosi in un’ottica contemporanea.

Le mani sulla città , Francesco Rosi, 1963 Rod Steiger Foto di Mario Dolcetti-©Reporters Associati & Archivi – Roma Collezione Museo Nazionale del Cinema

Le mani sulla città , Francesco Rosi, 1963
Rod Steiger
Foto di Mario Dolcetti-©Reporters Associati & Archivi – Roma
Collezione Museo Nazionale del Cinema

Napoli, la camorra e la speculazione edilizia sono i temi forti di Le mani sulla città vengono raccontate da Francesco Di Leva, mentre l’assurdità della guerra e l’antimilitarismo di Uomini contro hanno la voce di Artem. I misteri italiani, gli intrecci tra mafia, lobby di potere e politica di Salvatore Giuliano e Il Caso Mattei sono raccontati rispettivamente da Marco D’Amore e da The Jackal, così come l’Italia di ieri, il fascismo e la questione meridionale di Cristo si è fermato a Eboli hanno come testimonial Valeria Parrella. L’intento è di celebrare e svelare l’opera di Francesco Rosi alle nuove generazioni, avvicinandole alla sua arte proprio in un momento storico come quello che stiamo vivendo, in cui gli strascichi sociali della pandemia si fondono con nuove incertezze e paure belliche. 

Il principio ispiratore del progetto è quello di raccontare Francesco Rosi da più prospettive: il cineasta “difficile” dell’impegno civile, delle storie che svelano un’Italia dai meccanismi oscuri, attraverso una ricerca delle fonti rigorosa e tenace; il regista di opere che rappresentano un itinerario morale e spirituale, che chiede allo spettatore di pensare, di entrare nei chiaroscuri della ragione; l’artista che crea storie per raggiungere sensibilità diverse e sollecitare alla riflessione collettiva le nuove generazioni, destinate a un impegno non facile come cittadini per la costruzione del futuro del Paese.

Salvatore Giuliano , Francesco Rosi, 1962 Francesco Rosi, il direttore della fotografia Gianni Di Venanzo e, alla macchina da presa, l'operatore Pasqualino De Santis Foto di Number One: G. Antro-©Reporters Associati & Archivi – Roma Collezione Museo Nazionale del Cinema

Salvatore Giuliano , Francesco Rosi, 1962
Francesco Rosi, il direttore della fotografia Gianni Di Venanzo e, alla
macchina da presa, l’operatore Pasqualino De Santis
Foto di Number One: G. Antro-©Reporters Associati & Archivi – Roma
Collezione Museo Nazionale del Cinema

L’esposizione è arricchita dal catalogo Le Mani Sulla Verità. 100 Anni di Francesco Rosi, cura di Domenico De Gaetano e Carolina Rosi con Mauro Genovese e Fabio Pezzetti Tonion, pubblicato in occasione dell’omonima mostra a cura di Domenico De Gaetano e Carolina Rosi con Mauro Genovese e Maria Procino, con i saggi di Domenico De Gaetano, Carolina Rosi, Gina Annunziata, Lorenzo Codelli, Giovanna Gravina Volonté, Lirio Abbate, Roberto Andò, Furio Colombo, Marco Tullio Giordana, John Turturro e i contributi di Mauro
Genovese, Maria Procino, Giulia Longo e Peter Englesson.