LIFE AS A B-MOVIE PIERO-FELLINI-OR - Copia

Life As a B-Movie, l’estroso cinema di Piero Vivarelli

Vincitore del Nastro d’argento per il Miglior Documentario su Cinema, Spettacolo e Cultura 2020 e accolto con grande successo di pubblica e critica alla Mostra del Cinema di Venezia, martedì 14 luglio alle 20.30 su MioCinema arriva Life As a B-Movie: Piero Vivarelli, il film di Fabrizio Laurenti Niccolò Vivarelli dedicato a una delle personalità più estrose, originali e seminali dello spettacolo italiano (e non solo): Piero Vivarelli.

Il film

La vita irrequieta e la filmografia caleidoscopica di Piero Vivarelli, regista di B-Movies italiani di tutti i generi, paroliere di successi musicali, tra cui 24.000 Baci di Celentano, e sceneggiatore dello Spaghetti Western Django, amato da Quentin Tarantino, si intrecciano in questo ritratto di un provocatore rivoluzionario. Giovanissimo aderente alla Decima MAS, l’unico non cubano, oltre a Che Guevara, ad avere una tessera del Partito Comunista Cubano firmata da Fidel Castro. Spaziando da Urlatori alla Sbarra, film musicale con Celentano, Chet Baker e Mina sul mondo giovanile che comincia a muoversi a ritmo di rock, a film di attualità politica come Oggi a Berlino, a Django, che anticipa uno stile di Spaghetti Western destinato a far scuola, Vivarelli cavalca l’onda del nuovo. Dà corpo ai fumetti con Satanik e Mister X e mette in scena la rivoluzione sessuale con Il Dio Serpente.

"Satanik Eye"

“Satanik Eye”

Le testimonianze

Attraverso una narrazione creativa, il documentario esplora in profondità un territorio trascurato della cultura pop italiana e mondiale e, al contempo, scava in una vita che è essa stessa un film di genere, un film “alla Vivarelli”: esagerato, ironico, sensuale, pieno di vitalità, musica, e tanta azione. Moltissime e di rilievo le testimonianze del film che omaggiano questo geniale inafferrabile autore, da Quentin Tarantino a Emir Kusturica, dal ‘Django’ Franco Nero Rita Pavone che recitò di fianco a Totò per Vivarelli, dai colleghi Umberto Lenzi e Pupi Avati – che gli fu assistente e debuttò come attore in un suo film – Enrico Vanzina Gabriele Salvatores, a giornalisti, critici, sodali.

"Django"

“Django”

Fabrizio Laurenti e Niccolò Vivarelli raccontano…

Raccontando la vita di Piero Vivarelli, rivisitando il suo cinema, ci piace rendere omaggio a un cinema italiano che abbiamo amato e col quale siamo cresciuti. Un cinema non considerato d’autore e che non ha mai vinto Palme o Leoni, ma che ha plasmato l’immaginario di un’intera generazione. Una generazione che ha tifato, mescolandoli un po’, Django e Che Guevara, e si è immaginata in mondi più o meno esotici in cui liberarsi, una volta per tutte, dei panni e dei tabù della società cosiddetta ‘civile’. Una generazione che ha vissuto ogni suo film come un piccolo stimolo a non fermarsi, un incitamento verso una meta (utopia?) rivoluzionaria: piccola o grande che sia, quella in noi stessi“.