Richard Avedon
[Ritratti psichedelici dei Beatles]
1967
serie di quattro poster
Milano, Collezione Italo Rota

Pianeta Città, tra Novecento e primi Duemila nei pezzi di Italo Rota

Richard Avedon [Ritratti psichedelici dei Beatles] 1967 serie di quattro poster Milano, Collezione Italo Rota

Dal 9 luglio al 24 ottobre 2021 la Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti di Lucca propone Pianeta Città, una mostra insolita e interdisciplinare, inerente al tema della città e della trasmissione della conoscenza, analizzato prevalentemente attraverso gli innumerevoli pezzi – della collezione, eccezionale e unica, dell’architetto Italo Rota, tra i più noti progettisti del nostro tempo.

Thea von Harbou Metropolis [edizione tedesca] 1926 volume a stampa 19 × 13 cm Milano, Collezione Italo Rota

Thea von Harbou
Metropolis [edizione tedesca]
1926
volume a stampa
19 × 13 cm
Milano, Collezione Italo Rota

La collezione di Italo Rota

L’intento è quello di creare un racconto del Novecento e del primo ventennio del Duemila attraverso la visione della città – la sua rappresentazione nelle arti, nel cinema, nella musica, nel design –  e l’evoluzione dell’oggetto libro. La collezione di Italo Rota si è rivelata una miniera cui attingere per creare percorsi di senso che partono alle radici della contemporaneità, ossia negli anni iniziali del XX secolo. Ne è nata una mostra multidisciplinare, caleidoscopica, scaturita dall’incontro e dal dialogo tra competenze differenti, che unisce svariati saperi e consente esplorazioni affascinanti e scoperte. 

Italo Rota racconta…

“La mia collezione è stata raccolta secondo una ricerca incrociata con il mio lavoro e si basa su interessi precisi che vanno alla radice dei problemi e sono scavi nel sapere del XX secolo. Dopo quarant’anni di collezionismo e lavoro intrecciati si tratta di un archivio di beni comuni rispetto al tema città, che nell’insieme servono per immaginare il futuro. Per il visitatore la mostra è un invito a riflettere sul modo in cui vivremo: il presente di oggi è fatto dai lavori del passato. Uno slogan potrebbe essere: «Se tutto questo vi ha interessato, nulla sarà più come prima». La mostra è imperniata sulla relazione tra umani quando si riuniscono in alta concentrazione, il 70% dell’umanità vive in città, è la storia della migrazione verso punti precisi del pianeta”.

«Archigram» 1964 numero 4 della rivista diretta da Peter Cook a Londra testo a stampa 22 × 17 cm Milano, Collezione Italo Rota

«Archigram»
1964
numero 4 della rivista diretta da Peter Cook a Londra
testo a stampa
22 × 17 cm
Milano, Collezione Italo Rota

Le dieci sezioni della mostra

Dieci le sezioni, che presentano al proprio interno diversi macro temi: Primo ’900: l’alba della contemporaneità; L’utopia delle avanguardie e la città nuova; L’orrore del nazismo; Maestri dell’architettura; Visioni fantascientifiche; Berlino est: l’angoscia del socialismo reale; Gli anni del boom; Immaginare il futuro; Abitare alla scandinava; Nuove prospettive. Una mostra che unisce la qualità scientifica e culturale alla spettacolarità, piacevole e affascinante per il grande pubblico.

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