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Quello Che Non So Di Lei, il ritorno alla suspense di Roman Polanski

Domani esce al cinema Quello Che Non So Di Lei, il film che segna il ritorno alla regia del mastero Roman Polanski, presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2017. Tratto da Da Una Storia Vera (lo trovi QUI), il romanzo di Delphine De Vigan, la pellicola ha come protagoniste Emmanuelle Seigner ed Eva Green.


Delphine (Emmanuelle Seigner) è una scrittrice di successo. Il suo ultimo romanzo, quello più personale in cui racconta la storia della sua famiglia, è diventato un best-seller mondiale. Scrivendolo si è messa completamente a nudo, al punto da essere accusata di aver strumentalizzato il suo dolore. Tutti aspettano un suo nuovo romanzo, ma Delphine è paralizzata, ha un blocco creativo.

Un giorno, per caso, incontra Leila (Eva Green), una giovane donna affascinante e misteriosa, comparsa dal nulla, eppure capace con naturalezza di entrare nella sua vita, come amica e confidente. La presenza di Leila in poco tempo diventa imprescindibile e quella che sembrava essere un’amicizia si trasforma in un rapporto morboso e ambiguo. Ma chi è davvero Leila? E cosa vuole realmente da Delphine?

Emmanuelle Seigner

Emmanuelle Seigner

Per entrare nel film, vi proponiamo un estratto dell’intervista rilasciata da Roman Polanski.

Che cosa ti ha attirato del romanzo di Delphine? Si potrebbe dire che una storia così, sulla manipolazione, il dominio, l’isolamento e la suspense, sia fatta apposta per te.

La cosa che più mi ha attratto e fin da subito, sono stati i personaggi e le situazioni insolite e inquietanti in cui si ritrovano. Si tratta di temi che avevo già affrontato in Cul-De-Sac, Repulsione e Rosemary’s Baby. È un libro che racconta la storia di un libro, e questo per me è molto intrigante. Lo stesso tema de La Nona Porta e L’Uomo nell’Ombra. È il mio MacGuffin – l’oggetto che innesca l’intrigo. Inoltre, e sono partito proprio da questo, il libro mi dava la grande opportunità di esplorare la contrapposizione tra due donne. Ho mostrato spesso conflitti tra due uomini, così come tra un uomo e una donna, ma mai tra due donne.

Leggendo il libro si intuisce l’appeal che può esercitare questo gioco di specchi tra realtà e finzione. Anche in Venere in Pelliccia non si era mai sicuri se il personaggio di Emmanuelle Seigner fosse realtà, finzione o gioco…

È esattamente così, trovo questo tema affascinante. So che questa ambiguità mi attrae in maniera istintiva. È interessante, Venere in Pelliccia è uno dei pochi film che ho girato in cui la donna non è una vittima.

Eva Green

Eva Green

Il film è incredibilmente fedele al romanzo…

Quando adatto per il cinema mi sforzo sempre di rimanere fedele alla fonte originale. Credo sia qualcosa che ha a che vedere con la mia infanzia. Rimanevo spesso deluso da come i film adattassero le mie storie preferite, ero impaziente di vedere quei film, ma non ritrovavo i personaggi che amavo. Le storie non erano quasi mai le stesse… Allora ho promesso a me stesso che se mai avessi dovuto adattare una storia per il cinema, le sarei rimasto fedele.