Re Granchio 0

Re Granchio, il primo viaggio nella finzione di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis

Presentato alla 53a Quinzaine des Réalisateurs al Festival del Cinema di Cannes 2021 e al 39° Torino Film Festival, giovedì 2 dicembre esce nei nostri cinema Re Granchio, il film diretto dai registi italo-argentini Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis.

Il film

Italia, giorni nostri. Alcuni vecchi cacciatori ricordano insieme la storia di Luciano. Tardo Ottocento, Luciano (Gabriele Silli) è un ubriacone che vive in un borgo della Tuscia. Il suo stile di vita e la sua ribellione al dispotico principe locale lo hanno reso un reietto per il resto della comunità. In un estremo tentativo per proteggere dal principe la donna che ama (Maria Alexandra Lungu), Luciano commette un atto scellerato che lo costringe a fuggire in esilio nella Terra del Fuoco. Qui, la ricerca di un mitico tesoro, al fianco di marinai senza scrupoli, si trasforma per lui in un’occasione di redenzione. Ma la febbre dell’oro non può seminare che tradimento, avidità e follia in quelle terre desolate.

Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis raccontano…

“Re Granchio è il nostro primo film di finzione. Sia nella parte italiana che nella parte argentina del film, ci siamo divertiti a rivisitare figure e scene tipiche del cinema western. Del western soprattutto amiamo l’idea che un luogo sperduto come un piccolo villaggio possa essere il cuore di un racconto mitico. È il potere delle storie. Re Granchio parte da luogo piccolissimo, una casina in cui si ritrovano dei cacciatori; ma per arrivare alla fine della storia devi arrivare in capo al mondo, in Terra del FuocoRe Granchio nasce da un racconto che abbiamo sentito in una casina di caccia di un piccolo paese della Tuscia. Conoscevamo Ercolino, il proprietario della casina, ritrovo abituale dei cacciatori della zona, dove si mangia, si beve ci si racconta storie. Una di queste leggende, quella di una pantera che terrorizzava i dintorni, ci ha dato lo spunto per Belva nera. Durante le riprese, i cacciatori ci hanno raccontato un’altra storia, da cui abbiamo tratto poi un secondo documentario: Il Solengo. Ancora una volta, durante la realizzazione di quel film, abbiamo ascoltato una leggenda: quella di Luciano, l’eroe di Re Granchio”.

Re Granchio 1

Ogni nuova storia raccontataci dai cacciatori aveva un respiro più ampio della precedente, ma allo stesso tempo molti meno dettagli. Quella di Luciano cominciava a Vejano e finiva in Sudamerica, nella Terra del Fuoco. Tuttavia avevamo poche informazioni sul personaggio e sull’epoca a cui risalivano i fatti. Ancora meno erano le notizie sul suo arrivo in America. Abbiamo dovuto immaginare quasi tutto. Forse è per questo che abbiamo progressivamente abbandonato il documentario per la finzione. Abbiamo consultato degli archivi per trovare le tracce del viaggio che, secondo i nostri amici cacciatori, Luciano avrebbe compiuto tra la fine del Diciannovesimo e l’inizio del Ventesimo secolo. Ricercando tra i passeggeri delle navi dirette in Argentina c’era un omonimo: avrebbe potuto essere il nostro Luciano. Siamo andati a nostra volta nella Terra del Fuoco per ricerche e sopralluoghi e lì abbiamo trovato un mondo ricchissimo di storie e fantasiose avventure di emigrati italiani. Il nostro obiettivo era far sì che, nella parte argentina del film, la storia di Luciano portasse in sé qualcosa di quelle storie di migrazione“.