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Red Snake, dalla storia di Nadia Murad le donne combattenti di Caroline Fourest

Sono donne e combattenti le protagoniste di Red Snake, il prossimo film Eagle Pictures che farà il suo debutto il 18 giugno in prima assoluta sulle principali piattaforme video on demand. Diretto dalla regista e giornalista francese Caroline Fourest, il film racconta il dramma della guerra dal punto di vista delle donne ispirandosi alla dolorosa storia vera di Nadia Murad, ventisettenne yazida Premio Nobel per la Pace nel 2018.

Il film

Red Snake racconta di Zara, una giovane Yazidi rapita e venduta come schiava sessuale a un guerrigliero jihādista. La ragazza spinta dalla volontà di salvare il fratello, tenuto prigioniero e addestrato per diventare un bimbo soldato, riesce miracolosamente a scappare. Sceglie la strada delle armi e si unisce a una squadra di combattenti donne molto temute e determinate a lottare contro i guerriglieri dell’Isis. Di origini e religioni diverse, queste coraggiose donne hanno dolorose ferite da sanare. Nel corso di tanti agguati condurranno una guerra epica contro questa fanatica ideologia e scopriranno il gran potere che hanno sui militanti jihādisti, terrorizzati all’idea di essere uccisi da donne.

Tra le donne soldato, che arrivano da diverse parti del mondo, c’è Mother Sun, intepretata da Maya Sansa, una donna di origini italiane che grazie anche alla sua sensibilità custodisce parte degli amari ricordi delle altre componenti del gruppo.

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Lottare per il desiderio di giustizia

L’opera della Fourest – tra le redattrici del periodico settimanale satirico francese Charlie Hebdo durante gli anni dell’affaire delle caricature di Maometto – è un monito a non dimenticare quello che accade ancora oggi in Medio Oriente tra le minoranze religiose (come quella yazida) che lottano per la sopravvivenza non lontano dal confine con la Siria, alla ricerca di una libertà oltraggiata, di diritti calpestati, di vita offesa. In difesa di questi valori, Red Snake vuole documentare come gli scontri non riguardino solo gli uomini, ma in realtà anche chi ha dentro di sé un incontrollato desiderio di giustizia.