Massimiliano Setti (foto di Bepi Caroli)

Thanks! L’umanità in bilico nella commedia nera di Gabriele Di Luca

Massimiliano Setti (foto di Bepi Caroli)

Venerdì 4 ottobre arriva al cinema Thanks!, il film scritto e diretto da Gabriele Di Luca che lo ha tratto dalla sua opera teatrale Thanks For Vaselina. Si tratta di un’opera prima, una commedia irriverente e politicamente scorretta che racconta un mondo di personaggi che, in un modo o nell’altro, sono traditi e feriti dall’amore, dai rapporti con la propria famiglia e il proprio passato.

Il film

Fil e Charlie (Antonio Folletto e Massimiliano Setti), entrambi trentenni, coltivano marijuana nell’appartamento in cui vivono al terzo piano di un condominio fatiscente, situato in un quartiere povero e degradato nell’estrema periferia di una città del nord Italia. Tempo prima, grazie ad Ysabel (Maria Chiara Augenti), la fidanzata di Fil, erano entrati in contatto con il cugino Miguel, che aveva confidato loro il progetto di dar vita a un’enorme piantagione tutta sua in Messico. Ysabel, Fil e Charlie decidono di tentare l’assurdo colpo della loro vita: coltivare e incrociare tra loro le migliori specie di piante esistenti, per ottenere i semi rari da esportare in Messico.

L’ultimo tentativo di eludere i controlli dei poliziotti aeroportuali però non va a buon fine: avevano introdotto una discreta quantità di ovuli contenenti i semi di marijuana nel corpo del cagnolino di Ysabel, un carlino, che aveva però fatto scattare l’allarme del metal detector a causa di una protesi di metallo all’anca di cui la banda era ignara. Il cane, impaurito, era poi scappato senza lasciare tracce. Il prossimo “contenitore” di ovuli sarà tale Wanda (Francesca Turrini), un’insospettabile “cicciona” conosciuta per caso. Con la complicità della madre di Fil, Lucia (Beatrice Schiros), una cinquantenne ludopatica appena uscita da una clinica per disintossicarsi dal gioco, Fil e Charlie preparano Wanda per il grande viaggio. Tutto si complica, però, quando dopo quindici anni di assenza, torna a casa Annalisa (Luca Zingaretti), padre di Fil ed ex marito di Lucia, diventata nel frattempo una transessuale.

Antonio Folletto (Foto di Bepi Caroli)

Antonio Folletto (Foto di Bepi Caroli)

Gabriele Di Luca racconta…

Thanks nasce come spettacolo teatrale e abbiamo deciso di trasformalo in film per raccontare anche cinematograficamente quel mondo marginale e poco esplorato dal cinema italiano, attraverso i modi di una commedia amara, cinica e lontana da ogni tentativo di lettura politicamente corretto della realtà. Attraverso le tormentate vicende di una famiglia sconclusionata e decisamente sopra le righe, che vive nella periferia povera e degradata di una qualunque città del nord Italia, cerco di dar voce a cinque personaggi vinti dalla vita, apparentemente in continuo conflitto l’uno con l’altro, ma, in realtà, carichi di ironia ed umanità. Una commedia feroce e maleducata, ma sincera e onesta. Una storia che, sempre in equilibrio tra volgarità e poesia, scava nelle profondità della società italiana, fino ad esplorarne, con divertimento, le sue zone più oscure e difficili”.

Il film fotografa senza fronzoli un’umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio lucido, divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta. La comune mancanza d’amore dei protagonisti porta i dialoghi all’eccesso e all’isteria evidenziando gli aspetti tragicomici di esistenze che commuovono e fanno ridere nello stesso istante. I loro tormenti emotivi amplificano il loro aspetto umano raccontando una realtà spinta all’assurdo che però attiene al nostro quotidiano. Uno stile “eccessivo” che, trasformandosi in provocatorio realismo, cerca un divertimento mai gratuito e fine a se stesso. Nella desolata e dimenticata periferia della storia emergono ferite familiari lontane, drammi odierni, fatti di cronaca, solitudini incolmabili e felicità inesistenti. È la storia di esseri umani sconfitti, abbattuti, lasciati in un angolo dal mondo che prima li ha illusi e poi tragicamente derisi. È il controcanto degli “ultimi” e degli esclusi dal mondo del successo e del benessere. In un esistenzialismo da taverna dove ogni desiderio è fallimento”.

Luca Zingaretti (foto di Bepi Caroli)

Luca Zingaretti (foto di Bepi Caroli)

Mi interessa muovermi sul fragile confine dove, all’improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare. L’istante nel quale i personaggi si mostrano completamente nudi e stupidità e genio, senno e follia, suonano la loro nota nello stesso istante, lasciandoci con un sorriso sul viso e una tomba nel cuore. I nostri protagonisti, vittime e carnefici della lotta senza tempo per l’amore. Genitori disperati e figli senza futuro, combattono nell’istante che gli è concesso per la propria sopravvivenza. Provando ad accorciare l’incolmabile distanza che li separa, lasciando alla solitudine le loro inesprimibili diversità”.