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Wunderkammer, benvenuti nelle stanze della Meraviglia

Diretto da Francesco Invernizzi, solo dal 4 al 6 marzo, al cinema arriva il docufilm Wunderkammer – Le Stanze della Meraviglia, un viaggio nei luoghi più segreti e nascosti del Pianeta, uno sguardo esclusivo nelle stanze segrete dove da centinaia di anni sono collezionate curiosità di ogni tipo.

Il docufilm

Il A partire dal XVI secolo, in Europa si sono diffuse tra sovrani e dotti appassionati le Wunderkammer, ovvero le Camere delle Meraviglie o, per i Francesi, Cabinets de Curiosités. Il progetto cinematografico apre le porte su questi luoghi straordinari, per la maggior parte facenti parte di collezioni private non visitabili dal pubblico: quelle di ieri, nate con l’espansione dei primi imperi coloniali, tra gli studioli rinascimentali e i grandi palazzi imperiali europei che hanno poi dato origine, nel corso del XIX secolo, con l’avvento dell’Illuminismo, ai più conosciuti musei moderni, e quelle di oggi, esposte in ville e castelli di straordinaria magnificenza. Un universo ancora esistente che raccoglie, conserva ed espone il Meraviglioso proprio come 500 anni fa. Luoghi privati: privati come distinti, privilegiati, separati dal pubblico, dalla pubblicità, dalla necessità. Privati come solitari, disperati, dissoluti, senza morale. Esattamente come la vita è privata, difesa dagli sguardi indiscreti, dalle invasioni, dai rumori.

La Narrazione

La narrazione si articola in sei segmenti raccontati attraverso le parole e i volti degli esperti della “meraviglia”: professori universitari, curatori di musei, storici dell’arte, ma anche collezionisti e galleristi, in un viaggio attraverso il cuore dell’Europa, in Italia, Inghilterra e Francia.

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Che cosa sono le Wunderkammer

Dagli studi dei sovrani ai principali musei moderni. I motivi che hanno guidato i collezionisti nella ricerca e nell’accumulo degli oggetti sono gli stessi: il desiderio di conoscenza, la curiosità per i mondi lontani, il fascino esercitato dal mostruoso e dal macabro, lo stupore per il meraviglioso. Ciò che accomuna le Wunderkammer del passato e quelle di oggi è l’esclusività di questi ambienti, luoghi del meraviglioso, colmi di oggetti che, sin dalle origini, si qualificano come molto rari e d’immenso valore.

La storia: dalla Wunderkammer al museo

Le prime Kunst e Wunderkammer sono quelle di Ferdinando II d’Asburgo nel Castello di Ambras a Innsbruck e Rodolfo II di Praga. A partire dalla fine del Cinquecento anche studiosi, viaggiatori e naturalisti, collezionisti di strumenti scientifici, aprono a pochi visitatori le loro stanze straordinarie. La scoperta dell’America dimostra come le conoscenze classiche non bastino a comprendere il mondo: da una parte interi nuclei di oggetti confluiscono letteralmente nelle grandi raccolte museali d’Europa, dall’altra persiste un’isolata forma di collezionismo tradizionale. Quando nel ‘700 le stanze si aprono, si può parlare della Wunderkammer come di un’antenata del museo.

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Gli oggetti della meraviglia

Sono quattro  le tipologie di oggetti su cui si basa la classificazione di ciò che è contenuto in una  Wunderkammer: Naturalia, frutto dell’indagine della Natura e delle sue forme viventi e non solo, e così fossili, coralli e minerali ricoprono tavoli preziosi ed enormi mammiferi, rettili e animali marini dominano soffitti e pavimenti; Artificialia, ricchi oggetti risultato  della lavorazione artigianale di pietre dure, avori e madreperle, ma anche collezioni d’arte mozzafiato e affascinanti automi; Scientifica, strumenti tecnici di grande pregio e rarità, utilizzati nelle prime osservazioni degli astri e del cielo e nei viaggi alla scoperta del e dei Nuovi Mondi che riuniscono cannocchiali, orologi e globi.

Ma anche Exotica, eredità dei viaggi nei continenti inesplorati, che riuniscono maschere e manufatti tribali, metalli ottomani, oggetti provenienti da culture lontane e testimonianze di animali mitologici come l’unicorno, il drago e altre chimere. La Wunderkammer diventa il contenitore in cui raccogliere quell’irrazionale tanto amato quanto meraviglioso. Il progetto cinematografico esplora queste quattro categorie, come in una mappa, guardando da vicino gli elementi più significativi e percorrendo la loro eredità nel collezionismo odierno.

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Wunderkammer oggi

Il film esplora le criticità delle antiche Wunderkammer e come, al partire dall’Ottocento, sono state affrontate in funzione di un collezionismo responsabile che comunque non sacrificasse la meraviglia. Accediamo a inaccessibili collezioni private fra Italia, Francia e l’Inghilterra: la casa fiorentina del fotografo d’arte Massimo Listri, il Theatrum Mundi di Luca Cableri ad Arezzo, il negozio di Victor Wynd a Londra e, ancora, il Castello in Champ de Bataille di Jacques Garcia. Ogni Wunderkammer riflette una personalità precisa.

Collezionismo e mercato

Al centro di questa storia ci sono, ovviamente, gli uomini che inseguono la meraviglia. Attraverso l’incontro con i collezionisti, i dealer e curatori museali di oggi, il film racconta le loro storie e la loro esperienza. Dietro a tutto questo c’è un mercato da investigare: dove si acquistano questi oggetti; da dove provengono; come si attribuisce loro un valore? E soprattutto, cos’è il Meraviglioso oggi?

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Arte contemporanea e Wunderkammer

Oggi gli artisti contemporanei guardano agli oggetti e al gusto dell’allestimento della Wunderkammer come matrice per le proprie opere. Vi riflettono Jean-Hubert Martin e Andrea Lissoni in una “dialogo” a distanza sull’eredità della Wunderkammer, sulla sua contemporaneità e sul suo futuro. Qual è il futuro della meraviglia? A questa domanda il film cerca di dare risposte, ovviamente provvisorie.

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