Ariaferma

Ariaferma, Toni Servillo e Silvio Orlando nel carcere di Leonardo Di Costanzo

Presentato Fuori Concorso alla 78. Mostra del Cinema di Venezia, da giovedì 14 ottobre nelle sale cinematografiche italiane arriverà Ariaferma, il film diretto da Leonardo Di Costanzo con protagonisti due assi del nostro cinema come Silvio Orlando Toni Servillo.

Il film

Un vecchio carcere ottocentesco, situato in una zona impervia e imprecisata del territorio italiano, è in dismissione. Per problemi burocratici i trasferimenti si bloccano e una dozzina di detenuti rimane, con pochi agenti, in attesa di nuove destinazioni. In un’atmosfera sospesa, le regole di separazione si allentano e tra gli uomini rimasti si intravedono nuove forme di relazioni. “Ariaferma” è ancora una volta, come ci preme, un film civile. Un carcere, che potrebbe essere ovunque in Italia o nel mondo, una situazione bloccata che congela tutto in un’attesa dove ogni gesto, anche piccolo, diventa una riflessione sulla colpa, sulla pena, sullo scandalo della prigionia.

"Ariaferma"

“Ariaferma”

Leonardo Di Costanzo racconta…

Il carcere di Mortana nella realtà non esiste: è un luogo immaginario, costruito dopo aver visitato molte carceri. Quasi ovunque abbiamo trovato grande disponibilità a parlare, a raccontarsi; è capitato che gli incontri coinvolgessero insieme agenti, direzione e qualche detenuto. Allora era facile che si creasse uno strano clima di convivialità, facevano quasi a gara nel raccontare storie. Si rideva anche. Poi, quando il convivio finiva, tutti rientravano nei loro ruoli e gli uomini in divisa, chiavi in mano, riaccompagnavano nelle celle gli altri, i detenuti. Di fronte a questo drastico ritorno alla realtà, noi esterni avvertivamo spaesamento. E proprio questo senso di spaesamento ha guidato la realizzazione del film: Ariaferma non racconta le condizioni delle carceri italiane. È forse un film sull’assurdità del carcere“.

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