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Belle Dormant, la fatata Bella Addormentata di Adolfo Arrieta

Giovedì 14 dicembre arriva al cinema, distribuita da Zomia Cinema, Belle Dormant – Bella Addormentata, la commedia drammatica diretta nel 2016 da Adolfo Arrieta ed interpretata da: Niels Schneider, Agathe Bonitzer, Mathieu Amalric, Tatiana Verstraeten, Ingrid Caven, Serge Bozon, Andy Gillet e Nathalie Trafford.


Nel regno di Letonia, il giovane principe Egon (Niels Schneider) passa le sue notti a suonare la batteria. Di giorno ha un pensiero fisso: penetrare alla Kentz per ritrovare la bella addormentata Gwendoline (Agathe Bonitzer) e rompere l’incantesimo. Ma suo padre, il Re (Andy Gillet), che non crede alle fiabe, è totalmente contrario. Sarà Maggie Jerkins (sempre Agathe Bonitzer), archeologa dell’Unesco, che gli darà la chiave.

Lasciamo ora spazio alle note di regia di Adolfo Arrieta.

Ho sempre immaginato il castello della Bella addormentata nel mezzo di una giungla, non di un bosco. Il titolo del racconto sarebbe potuto essere La Bella Nella Giungla Addormentata. L’idea di una giungla nel centro di Letonia è più esotica dell’idea di un bosco. Il contrasto tra i suoni della giungla e il paesaggio di un paese europeo è poetico. Egon deve attraversare una giungla sonora, con tutti i suoni e i pericoli che le sono propri, prima di arrivare al castello della Bella addormentata”.

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Ho lavorato a partire dalla versione di C. S. Evans scritta nel 1920, e illustrata da Arthur Rackham, che mi ha invogliato a fare il film. Questa versione è più lunga e descrittiva di quella di Perrault e dei Grimm. Il racconto è scritto in un modo tale che ho avuto l’impressione di leggere una sceneggiatura. Le illustrazioni di Rackham mi hanno suggerito questa idea della giungla, e il gioco sulla temporalità. Ho sempre creduto nell’esistenza delle fate… I miei film sono tutti un po’ fatati. La prima fata appare in Les intrigues de Sylvia Couski, era la prima volta che giravo a colori. I miei film in bianco e nero sono piuttosto associati agli angeli”.

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