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Cinema a quattro ruote: l’Ecto-1 dei Ghostbusters

Da domenica 15 novembre 2020 è disponibile un giocattolo che rappresenta uno dei miti dell’infanzia per le generazioni anni ‘80 e ‘90. Lego ha infatti realizzato la versione in mattoncini della celebre Ecto-1, l’eccentrico veicolo utilizzato dai Ghostbusters per la cattura dei fantasmi nell’omonima pellicola diretta da Ivan Reitman nel 1984. Bianca e rossa, ricca di sirene e sorprese, oggi in versione miniatura concepita appositamente per accompagnare l’uscita di Afterlife, il terzo capitolo ufficiale della saga – purtroppo slittato al 2021 a causa dell’emergenza Covid-19. Il lancio di questo set Lego non solo fa riflettere sulla sua simbologia all’interno della serie, ma mostra come sia diventato parte integrante dell’immaginario collettivo al pari della DeLorean DMC-12 di Ritorno al Futuro oppure dell’Aston Martin DB5 di James Bond.

La Ecto 1 in "Ghostbusters"

La Ecto-1 in “Ghostbusters”

Una cadillac davvero speciale

Conosciamo da vicino il modello originale da cui l’Ecto-1 ha origine. Si tratta di una Cadillac prodotta dall’azienda Wayne Works dell’Indiana, specializzata nei cosiddetti veicoli professionali come bus e limousine. Wayne aveva acquisito due ditte in Ohio, la Meteor Motor Car Company nel 1954 e la A.J. Miller nel 1956, dando vita alla divisione Miller-Meteor. La Cadillac Miller-Meteor prodotta nel 1959 godeva di dettagli che non la facevano passare inosservata: un’armoniosa forma affusolata, enormi “pinne” laterali e ruote posteriori coperte per metà dalla carrozzeria. Grazie agli oltre sei metri di lunghezza, un potente motore da 320 cavalli e un sistema di guida tutto sommato fluido e stabile, fu concepita come una perfetta ambulanza. Anche se noi sappiamo che sarebbe passata alla storia del Cinema sotto un’altra veste…

Le origini del mito

L’Ecto-1 nasce da una delle intuizioni di Dan Aykroyd e Harold Ramis, non solo gli attori che hanno prestato il volto agli acchiappafantasmi Ray Stantz ed Egon Spengler – il primo nel film è il leader del gruppo, il secondo è lo scienziato che sviluppa i mitici zaini protonici – ma anche sceneggiatori del franchise. Nello script originale l’auto doveva apparire nera con luci stroboscopiche e viaggiare attraverso il tempo e lo spazio. Nei successivi rimaneggiamenti il copione perse le sequenze interdimensionali e si optò poi per una versione in bianco, maggiormente visibile durante le riprese notturne. Dopo il contributo del concept-artist John Daveikis, fu il consulente Steven Dane che si occupò di adattare tecnicamente la Cadillac Miller-Meteor regalandoci così l’Ecto-1 che tutti conosciamo: simbolo “No Ghost” sui fianchi bianchi, dettagli laterali rosso fiamma, portapacchi sul tetto con sirene della polizia e antenne per captare segnali ectoplasmatici. All’interno, il carrello per ospitare gli zaini protonici e tutta l’attrezzatura da impiegare nella lotta contro il paranormale.

Il progetto della Ecto-1

Il progetto della Ecto-1

L’evoluzione durante la saga

Se nella prima pellicola l’Ecto-1 stupiva per la sua trasformazione da carro funebre in disuso ad avveniristica vettura, resistente anche ai crolli del manto stradale causato dallo spirito malefico di Gozer il Gozeriano, nel secondo film il veicolo – ritargato Ecto-1A – si mostra ancor più tecnologico attraverso nuovi strumenti sul tettuccio, insegne luminose e vivaci adesivi lungo tutta la carrozzeria. L’auto continua a giocare un ruolo centrale anche nella serie animata The Real Ghostbusters del 1986 e quindi dei relativi giocattoli prodotti da Kenner fino agli anni ‘90. Nel reboot della saga sul grande schermo del 2016, operato da Paul Feig e con un cast al femminile, assistiamo invece ad una variazione. Sempre una Cadillac ma modello Fletwood del 1984, leggermente più squadrato e dallo stile differente, comunque riconoscibile per la sua aria solida e grintosa, al contempo un po’ vintage.

La nuova (vecchia) Ecto-1 in Afterlife

L’opera di Feig non ha riscosso lo stesso successo dell’originale, così a gran voce i fan hanno chiesto un nuovo capitolo che però seguisse il canone con gli interpreti originali Aykroyd e Ramis – purtroppo scomparso nel 2014 – oltre che Bill Murray e Ernie Hudson, rispettivamente il carismatico Peter Venkman e il fidato Winston Zeddemore. Nel gennaio 2019 il pubblico viene accontentato con l’annuncio di un nuovo film a cura di Jason Reitman, figlio del regista originale Ivan. Online troviamo un assaggio del trailer, in cui scorgiamo semplicemente il portellone dell’Ecto-1 nascosto sotto un telo. Pochissimi istanti, ma dal grande effetto nostalgia. Nel trailer ufficiale uscito qualche mese dopo si scoprirà che l’auto giace arrugginita e abbandonata in una cascina dell’Oklahoma: verrà riscoperta da alcuni ragazzini, forse discendenti di uno degli acchiappafantasmi originali, che la utilizzeranno per affrontare una nuova minaccia.

Caduta e resurrezione

Nel frattempo ci chiediamo: che fine ha fatto l’Ecto-1 originale? In un certo senso, un percorso simile. Dopo il suo utilizzo come veicolo promozionale e attrazione turistica, l’auto è stata a lungo dimenticata, parcheggiata in un deposito della Cinema Vehicle Services, la società che crea e gestisce auto e props di Hollywood. Allo sguardo, è un colpo al cuore per ogni fan: carrozzeria arrugginita, vernice scrostata, fili rotti e linee erose. Durante la permanenza probabilmente alcuni fan avevano depredato parti e dettagli, lasciandola in uno stato davvero disperato. Nel 2013 gli iscritti del sito di appassionati GBfans.com aveva addirittura organizzato una raccolta firme per sensibilizzare Sony sul restauro, cosa effettivamente avvenuta qualche anno dopo. Su Youtube un video documenta i lavori di restyling da parte dei tecnici Sony, dove l’Ecto-1 viene riportata all’antico splendore con la benedizione dello stesso Aykroyd. Chiamato a giudicare i lavori e comprensibilmente emozionato, l’attore sale sul posto di guida e fa un giro dell’isolato, cedendo simbolicamente il testimone, anzi il volante, ai colleghi protagonisti dell’imminente Afterlife.

Il veicolo LEGO e non solo

La mania per gli acchiappafantasmi e in particolare per l’Ecto-1 è impazzata attraverso tutti i media, e nei giocattoli ha trovato numerose incarnazioni, una più dettagliata dell’altra, dalle miniature in acciaio della HotWeels a quelle in plastica targate Playmobil. La prima versione Lego è datata 2014 con “Ideas”, lo splendido progetto di community online del brand danese. In Ideas gli utenti possono sottoporre un proprio progetto Lego e votare le opere caricate dagli altri membri del sito. Una volta superato il supporto di 10mila voti, Lego stessa si prende un periodo di tempo per valutare il progetto in termini di fattibilità produttiva, licenze e altri aspetti di marketing e business. Dopodichè il set potrebbe essere ufficialmente messo in vendita, e così è accaduto ad esempio per il recente Central Perk in versione mattoncini – la location centrale della serie TV Friends – oppure con il restyling dello storico galeone dei pirati – un tema estremamente caro ai fan. Per l’Ecto-1 è accaduto in contemporanea con il trentennale, ad opera dell’appassionato Brent Waller e poi dei designer Lego Marcos Bessa e Adam Corbally.

Il portellone della Ecto-1 in "Afterlife"

Il portellone della Ecto-1 in “Afterlife”

Ecco la Creator Expert

Veicolo, minifigure dei quattro storici protagonisti e, ovviamente, i loro zaini protonici. Oggi, come ennesimo tassello per stuzzicare l’attesa di Afterlife, Lego propone invece una versione maggiormente grande e complessa, la Creator Expert, adatta ad un pubblico più maturo ed attento ai dettagli tecnici – il tutto curato da Michael Psiaki, lo stesso designer che aveva già trasformato in versione Lego l’iconica Aston Martin di 007, altro caposaldo della cinematografia a quattro ruote. Anche per questa l’Ecto-1, amore e passione traspaiono in ognuno dei 2.352 mattoncini di cui il set è composto.

I giocattoli della nostra infanzia

Nel primo film è scintillante nuova di zecca, nel secondo viene rimodernata, nel reboot cambia modello ma resta fondamentalmente sé stessa. In versione in plastica Playmobil, Lego, HotWheels oppure Funko Pop, si fa sempre riconoscere. Anche quando viene reinterpretata, ad esempio con un Ford Transit in un recente, appassionato e curato fan film ad opera di Ghostbusters Italia, suscita sempre emozioni uniche. Qual è il meccanismo che si cela dietro questo sentimento? Forse la risposta la troviamo nei documentari Netflix I Giocattoli Della Nostra Infanzia, che ripercorre il merchandise e il backstage di alcune serie di successo, da Star Wars alle Tartarughe Ninja, da Barbie ai G.I.Joe. Il titolo in originale è ancora più immediato, The Toys That Made Us, “i giocattoli che ci hanno fatto”, perché è innegabile, la generazione che oggi ha 30-40 anni è nata e cresciuta con queste narrazioni, scoprendole al cinema per la prima volta oppure usurando la VSH all’infinito, ripetendo poi le gesta degli eroi nella propria camera con i giocattoli oppure al parco con gli amichetti. Questo fascino insomma ammalia non tanto bimbi e adolescenti – che forse non hanno una forte familiarità con questi personaggi – quanto un pubblico di appassionati di cinema, in particolare di quella fantascienza creativa, vitale e divertente degli anni ‘80, di cui Ghostbusters è un esempio eccellente.

La nuova Ecto-1 Afterlife della LEGO

La nuova Ecto-1 Afterlife della LEGO

Immergiamoci nella nostalgia

Il filone nostalgico applicato in particolare a quell’epoca, è oggi florido e vitale, non solo a livello cinematografico ma anche e soprattutto a livello di marketing. I Goonies di ieri sono i ragazzi di Stranger Things di oggi, e con loro i Power Rangers e He-Man e i Masters of the Universe sono tornati. Ancora più dettagliati in una ampia gamma di action figures, realizzate con materiali di pregio. Ma gli acquirenti non sono più bambini che attendono il Natale, bensì adulti con potere di acquisto autonomo, che possono permetterseli per loro stessi oppure per condividerli a loro volta con i figli. L’industria dell’intrattenimento è perfettamente conscia di questo target, persone che genuinamente non vedono l’ora di mettere le mani su un pezzo della propria infanzia, e oggi possono essere accontentate. Come Lego, altre aziende sviluppano e svilupperanno ancora prodotti ideati appositamente per farli sentire speciali, perché è questo ciò che accade. Per chi è cresciuto insieme a Peter, Egon, Ray e Winston, basta vedere un simbolo No Ghost rosso su un’auto dalle fiancate bianche e dalle sirene luminescenti, per immaginare l’Ecto-1 irrompere fuori dal portone della caserma, poi prendere velocità ed infine proiettarsi nella notte newyorkese, a dar la caccia ai fantasmi!

Enrico Banfo