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Domina, Kasia Smutniak e l’impero di Roma all’alba della nostra società

L’Antica Roma rivive, più attuale che mai, negli intrighi e nelle cospirazioni di Domina, la nuova serie Sky Original che debutterà per intero su Sky e NOW il 14 maggio, con tutti gli otto episodi subito disponibili. La serie – che racconta per la prima volta dal punto di vista delle donne le lotte per il potere durante il principato di Gaio Ottaviano, il celebre Cesare Augusto, primo imperatore romano – è stata ideata e scritta da Simon Burke, mentre dietro la macchina da presa Claire McCarthy (regista dei primi 3 episodi), che guida un team di regia completato da David Evans (alla guida degli episodi 4, 5, 7, 8) e Debs Paterson (alla regia dell’episodio 6).

La serie

Domina è ambientata durante il regno di Augusto (Matthew McNulty), primo imperatore romano, ma viene raccontata attraverso l’incredibile storia vera della moglie Livia Drusilla (Kasia Smutniak). Seguiamo Livia dal suo esilio fino al ritorno a Roma, determinata a riconquistare quel che le è stato sottratto. Ci riuscirà, brillantemente, sposando l’uomo che tutto le aveva tolto. Al compimento dei 30 anni, Livia ha recuperato proprietà, status e molto di più. Ma il suo amato padre, intanto, è morto combattendo per la Repubblica, contro lo stesso Augusto, che ora è suo marito. Ben presto Livia realizzerà che non basta prendere il potere, occorre essere in grado di tenerlo in pugno quando tutti gli altri lo bramano per sé.

Domina è un dramma epico e insieme un racconto estremamente contemporaneo, per una grande coproduzione internazionale girata presso i Cinecittà Studios di Roma. L’incredibile ascesa della terza moglie di Gaio, Livia Drusilla, ridefinì completamente le aspirazioni che a quel tempo una donna poteva perseguire, finendo per segnare per sempre le sorti dell’Impero Romano. A completare il cast sono: Nadia Parkes, che interpreta Livia da giovanissima; Tom Glynn-Carney che è Augusto da ragazzo; Claire Forlani interpreta Ottavia, sorella di Gaio; Christine Bottomley sarà Scribonia, prima moglie di Gaio nonché acerrima nemica di Livia; Colette Dalal Tchantcho nei panni di Antigone, prima fidata ancella di Livia e poi donna libera e sua confidente; Ben Batt interpreta Agrippa, amico d’infanzia di Gaio Ottaviano, suo generale e poi console. Insieme a loro, una star internazionale come Liam Cunningham nel ruolo di Livio, padre di Livia Drusilla, e un’icona della cinematografia mondiale, Isabella Rossellini, che nella serie interpreterà la matrona Balbina.

Matthew McNulty

Matthew McNulty

Simone Burke racconta…

Provo un grande amore per la Storia, e uno altrettanto grande per l’Italia, dove ho vissuto per 15 anni. La scrittura di Domina mi ha permesso di coniugare queste mie due passioni. Si tratta dell’epopea sul casato che ha messo fine alla repubblica di Roma e fondato, al suo posto, un impero e una dinastia. Al contempo, è la storia di come un gruppo di donne intelligenti e determinate, per la prima volta nella storia attestata, sono state capaci di impadronirsi del potere politico e, attraverso i loro uomini, di usarlo. In quest’ottica, Domina rappresenta la celebrazione di una femminilità sovversiva. Domina dà voce a Livia, Scribonia e Ottavia, provando a immaginare le loro vicende“.

Abbiamo fatto ogni sforzo per garantire la massima accuratezza storica nel racconto della serie. E tuttavia anche là dove sappiamo cosa è successo, e dove e quando, in molti casi non abbiamo idea del perché, né del percome. La nostra ricostruzione della storia è basata sui perché, e sui percome, di due grandi teorie del complotto, che rimettono in discussione le convenzioni storiografiche rispetto a quel periodo. La prima: che Livia sia stata la mente politica dietro all’ascesa al potere di Augusto e del suo amico d’infanzia Agrippa. E la seconda: che abbia lei stessa orchestrato tale presa di potere non già al fine di mettere sul trono suo figlio Tiberio, come di solito tende a presupporre la storiografia, bensì per restituire quel potere al Senato romano. Tutto ciò colloca Livia al centro, oltreché della Storia stessa, anche del nostro sviluppo drammatico. Perché il nostro palcoscenico principale, qui, è la domus romana con le sue camere da letto in cui erano le donne a farla da padrone; e non già il Foro, né l’aula del Senato o i campi di battaglia. Trovo che questo periodo storico rimanga tra i più avvincenti“.

Kasia Smutniak

Kasia Smutniak

Per la prima volta possiamo assistere alla formazione di qualcosa che inizia a somigliare riconoscibilmente alla società contemporanea; eppure per molti versi conserva la sua aura esotica e aliena. E infine, questa è la rappresentazione di una città basata sul potere delle famiglie, così come su una rete nascosta di corruzione, nepotismo e criminalità organizzata; e tutto ciò può rendere il quadro d’insieme familiare tanto ai Romani di oggi, quanto lo è stato, come sappiamo, a quei tempi“.