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I Am Greta, la lotta della Thunberg nel documentario di Nathan Grossman

Uno degli anagrammi di “Greta” è “Great”, “grande”. Un attributo che esalta una piccola (e giovane) ma già grande (appunto) donna del nostro tempo, Greta Thunberg. Interamente incentrato su di lei e sulla sua campagna da attivista  – una vera e propria lotta – per la salvaguardia del nostro pianeta è I Am Greta, la pellicola diretta da Nathan Grossman (che si è occupato in prima persona anche della fotografia) che sabato 5 settembre sarà presentata – Fuori Concorso – alla 77esima Mostra Internazionale D’Arti Cinematografiche di Venezia.

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Il film

Nell’agosto del 2018, Greta Thunberg, una studentessa svedese di quindici anni, comincia uno sciopero per il clima, ponendo una domanda agli adulti: se a voi non interessa il mio futuro sulla Terra, perché a me dovrebbe interessare il mio futuro a scuola? Nel giro di qualche mese, il suo sciopero si trasforma in un movimento globale. Greta, una tranquilla ragazza svedese nello spettro autistico, è ora un’attivista di fama mondiale. Il team ha seguito la giovane attivista dal suo primissimo giorno di sciopero.

Nathan Grossman racconta…

La prima volta che incontrai Greta nella ventosa Riksgatan, in Svezia, parlò con me e altre persone presenti con voce ebile e balbettante. Rimasi tanto sorpreso di sapere che fosse un’attivista, quanto colpito dalle sue potenti parole: nei suoi discorsi sottolineava come per decenni non si fosse fatto granché per rimediare al problema di una società che consuma le risorse di vari pianeti, pur avendone a disposizione uno solo“.

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Greta parlava di ambiente e cambiamenti climatici in modo così logico da farmi immediatamente sentire in sintonia con quel modo di pensare. Mi sono messo al lavoro nel tentativo di rappresentare il mondo dal suo punto di vista attraverso la telecamera, creando una storia sul suo universo. Pensavo che quella di Greta fosse una cosa piccola, magari una bella storia per le elezioni svedesi. Quanto mi sbagliavo“.