(Foto di Laura Camia)

Sacrificio Disumano, Maria Grazia Cucinotta nel corto da record di Pierfrancesco Campanella

(Foto di Laura Camia)

Da Ostia a Hollywood, ha ricevuto tantissimi consensi Sacrificio Disumano, il mini-film diretto da Pierfrancesco Campanella – con protagonista una straordinaria Maria Grazia Cucinotta – che affronta la scottante tematica della sparizione dei minori.

Il corto

Mara (Maria Grazia Cucinotta) è una madre cui viene rapito il figlioletto e che si isola dal mondo, barricandosi in casa, per cercare di ricostruire tramite i moderni mezzi informatici la verità su quanto accaduto. Sparito senza apparente motivo, il piccolo è stato rapito da qualche pedofilo? O magari è rimasto vittima di un traffico internazionale di organi? E se fosse addirittura finito nelle grinfie di una setta satanica? Di certo la donna è andata fuori di testa e vede con diffidenza tutti i personaggi che le ruotano attorno e che fanno a gara per distrarla e darle conforto: dal giovane amante bel tenebroso Silvano (cui presta il volto Nicholas Gallo, figlio di Mirca Viola) alla sorellastra Matilde (Chiara Campanella), dal patrigno Fabrizio (Franco Oppini) ad una anziana vicina di casa di nome Filomena (Maria Rita Hottò), fino ad una intraprendente poliziotta (Federica Candelise).

Ma nessuno riesce a restituirle serenità: la donna rifiuta qualunque contatto e passa le giornate a documentarsi sul fenomeno dei minori rapiti, entrando in una vera e propria spirale di delirio. L’unica persona della quale si fida è una psicologa molto rassicurante (Francesca Nunzi) che le fornisce prestazioni a domicilio. Tutto lascerebbe pensare che la protagonista possa compiere da un momento all’altro un gesto estremo dettato dalla depressione, finchè non emerge la sconvolgente realtà attraverso una incredibile sequela di colpi di scena.

(Foto di Laura Camia)

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Un cortometraggio coraggioso

Il coraggioso cortometraggio Sacrificio Disumano, che affronta in modo crudo e avulso da qualunque concessione al “buonismo” il drammatico argomento della sparizione dei minori, ogni volta che viene proiettato riesce a entrare nel cuore dello spettatore, penetrandone gli anfratti più reconditi. Con questo lavoro Pierfrancesco Campanella si conferma artista “politicamente scorretto”, fregandosene dei facili consensi che tanti suoi colleghi cercano di catturare tramite l’alibi delle tematiche sociali affrontate in modo melenso e sdolcinato.

Una valanga di premi

L’ultimo riconoscimento in ordine di tempo, per ora, è una speciale targa attribuitagli nell’ambito della rassegna OFFI 2021, Ostia Film Festival Italiano, organizzata da Massimiliano Mambor, con la direzione artistica di Francesca Piggianelli  in collaborazione di Agnese Branca di Romarteventi. Nella accogliente sede del Teatro del Lido di Ostia l’opera di Campanella è stata accolta da un diluvio di applausi, sia pur dopo un iniziale, comprensibile sconcerto per via del finale duro, dove il male prevale sul bene, un vero e proprio pugno sullo stomaco per la platea. Ma, prima di questo riconoscimento, il lavoro di Campanella ha vinto ben cinque attestati a Los Angeles in occasione del recente Hollywood Blood Horror Festival: miglior flm drammatico, migliore attrice protagonista (Cucinotta), miglior regista, miglior colonna sonora (Alfred Bestia) e, infine, miglior cast artistico d’insieme (Franco Oppini, Federica Candelise, Chiara Campanella, Francesca Nunzi, Nicholas Gallo e Maria Rita Hottò). Altrettanto trionfale è stata la partecipazione al Rome International Movie Awards: qui i premi sono stati attribuiti all’opera in sé quale best thriller, ancora all’interprete femminile principale e al regista, quindi agli attori secondari Oppini e Nunzi e, infine, al montatore Francesco Tellico.

(Foto di Laura Camia)

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Una strepitosa Maria Grazia Cucinotta

Meritatissimi i riconoscimenti a Maria Grazia Cucinotta: a detta di tutti la sua performance in Sacrificio disumano è tra le più toccanti e convincenti della sua lunga carriera. Nell’intervista che le abbiamo fatto lo scorso luglio, riguardo al suo personaggio nel corto di Pierfrancesco Campanella si è espressa così: “Purtroppo è una realtà che esiste, triste e “disumana”, come recita il titolo del corto. Non può ritenersi “umano” colui che compie certe atrocità. Ho cercato di immedesimarmi in questa madre seguendo le mie sensazioni. Quando ti portano via una parte della tua vita, senza sapere che fine abbia fatto, si vive in un limbo continuo, tra la tragedia della perdita e la speranza del ritrovamento. Impossibile tenere un equilibrio, si va fuori di testa, proprio come accade a Mara, la protagonista. Accade un po’ alla volta, ed è sempre più devastante: il mio personaggio si trova tradita dalle persone che aveva scelto per camminare nella vita. In realtà stavano studiando a come portargliela via la vita“.