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Ingannevoli e molteplici, Le Verità di Giuseppe Alessio Nuzzo

Giovedì 27 aprile esce al cinema Le Verità, il primo lungometraggio diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo. Un thriller psicologico che vede nel cast tra i tanti Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff, Anna Safroncik, Maria Grazia Cucinotta, Fabrizio Nevola, Luigi Diberti, Sergio Solli, Renato Scarpa.

Tornato dall’India dopo un viaggio d’affari, il giovane imprenditore Gabriele Manetti (Francesco Montanari) sente che la sua vita sta per prendere una direzione diversa da quella che ha sempre avuto. Il suo mondo, le certezze che la sua condizione sociale gli ha permesso di avere, lo stesso rapporto con la sua fidanzata (Nicoletta Romanoff)  e con i suoi amici non lo appagano più. Si accorge, però, di essere tornato dal viaggio anche con qualcos’altro: scopre, infatti, di aver acquisito la capacità di poter “vedere” oltre le apparenze, di poter prevedere il futuro.

«Chi sono io? Chi sono veramente le persone che mi sono accanto?» è questa la domanda che si è posto Giuseppe Alessio Nuzzo prima di intraprendere la direzione di questo film. La pellicola si basa su una storia realmente accaduta: proprio la vita reale insegna che le facce della stessa medaglia non sono mai uguali, che ci sono sempre almeno due verità, una più limpida, chiara ai nostri occhi, quella più semplice, e un’altra più remota, nascosta.

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«E quale di queste è quella giusta? Qual è la reale faccia delle verità?». Almeno due sono le verità del film, due i potenziali finali della pellicola, due le facce dei protagonisti, due le fotografie, due le ambientazioni, due le scenografie, due i costumi, due le regie.

Nell’ottica di un ritorno in Italia al genere cinematografico, Nuzzo ha voluto esplorare le potenzialità di un genere poco masticato nel nostro Paese, il thriller psicologico. Ha voluto porre l’accento sui personaggi e sulla loro psicologia piuttosto che su altri potenziali elementi della trama del film: “la macchina da presa analizza a fondo il protagonista e la sua psiche riveste un ruolo primario nell’evolversi degli eventi – spiega il regista – il suo stato mentale è sempre messo a dura prova dalle vicende della storia e i conflitti sono da ricercare proprio dentro la sua testa e non come effetto di un controllo esterno“.

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Il protagonista Gabriele è travolto da una serie di misteriose visioni, di situazioni reali che accadranno da li a poco; un viaggio nei ricordi, un vortice di paure e ossessioni, «Quello che vedo è la faccia nascosta della verità? Posso davvero prevedere il futuro?».