Cr. Sara Petraglia/Netflix © 2022

Rapiniamo il Duce, Matilda De Angelis e Pietro Castellitto innamorati grazie a Renato De Maria

Cr. Sara Petraglia/Netflix © 2022

Dopo la presentazione in anteprima alla 17esima Festa del Cinema di Roma, dal 26 ottobre su Netflix è disponibile alla visione Rapiniamo il Duce, il film scritto (insieme a Federico Gnesini e Valentina Strada) e diretto da Renato De Maria con protagonista un grande cast: Pietro Castellitto, Matilda De Angelis, Tommaso Ragno, Isabella Ferrari, Alberto Astorri insieme a Maccio Capatonda, Luigi Fedele, Coco Rebecca Edogamhe, Maurizio Lombardi, Lorenzo De Moor, Luca Lo Destro e a Filippo Timi.

trailer

Il film 

Milano, aprile 1945. Siamo agli sgoccioli della Seconda Guerra Mondiale. La città è in macerie. Nel caos della guerra Isola (Pietro Castellitto) è diventato il re del mercato nero, guidato da un’unica legge morale: la sopravvivenza. Yvonne (Matilda De Angelis) è la sua fidanzata clandestina, cantante del Cabiria, l’unico locale notturno rimasto aperto in città. Ma anche Borsalino (Filippo Timi), gerarca fascista, torturatore spietato, è innamorato perdutamente di Yvonne e disposto a tutto pur di averla. Isola e i suoi intercettano una comunicazione cifrata e scoprono che Mussolini ha nascosto il suo immenso tesoro proprio a Milano – nella “Zona Nera” – in attesa di fuggire per la Svizzera, scampando alla cattura e alla forca. Isola non può lasciarsi sfuggire l’occasione della vita – il colpo più ambizioso della Storia – e decide perciò di mettere in atto un’impresa folle: rapinare il Duce.

Pietro Castellitto e Matilda De Angelis - Cr. Sara Petraglia/Netflix © 2022

Pietro Castellitto e Matilda De Angelis – Cr. Sara Petraglia/Netflix © 2022

Renato De Maria racconta…

“La storia è in parte vera, in parte no. Il tesoro di Mussolini è veramente esistito. Non c’è certezza storica di che fine abbia fatto. Noi abbiamo immaginato una rapina condotta da un gruppo di ladri dediti soprattutto a sopravvivere, ispirati a personaggi veramente esistiti. Il nostro è un film d’epoca. È un film di rapina. E’ una storia d’amore. Ha tratti della commedia e trae ispirazione anche dal fumetto. Insomma ci sono tanti linguaggi mescolati insieme. Il grande sforzo produttivo (e una grande troupe) ha imposto ogni giorno una sfida con me stesso, e tutto quello che ho fatto finora. Ma credo che alla fine questo sia soprattutto un film corale”.

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