Credit: Parisa Taghizadeh / Focus Features

Ultima Notte a Soho, Anya Taylor-Joy nell’horror psicologico di Edgar Wright

Credit: Parisa Taghizadeh / Focus Features

Presentato Fuori Concorso alla 78. Mostra del Cinema di Venezia, giovedì 4 novembre arriva nei nostri cinema Ultima Notte a Soho, il thriller-horror psicologico diretto da Edgar Wright che viaggia nel tempo e gioca sul tema del doppio femminile, ben rappresentato dalle attrici protagoniste, Anya Taylor-Joy e Thomasin Harcourt McKenzie.

Il film

Eloise (Thomasin Harcourt McKenzie), che sogna di diventare una fashion designer, riesce misteriosamente a catapultarsi negli anni Sessanta dove incontra Sandie (Anya Taylor-Joy), un’aspirante cantante di grande fascino. Ma il glamour non è esattamente quello che sembra: i sogni del passato iniziano a infrangersi e approderanno a qualcosa di molto più oscuro.

Edgar Wright racconta…

Se aveste la possibilità di tornare indietro nel tempo, lo fareste? Il desiderio di realizzare Last Night in Soho nasce dalla mia volontà di fare un film su Central London, che è stata la mia casa adottiva per gli ultimi venticinque anni e che ho frequentato per buona parte della mia vita adulta; che fosse per lavoro, socializzazione e anche per vivere in questa parte della metropoli, mi sono immerso nei secoli di storia di cui è impregnata. In qualche modo il mio film è una lettera d’amore. Non solo indirizzata a questa parte di mondo ma a un decennio leggendario, gli anni Sessanta, quando Soho era il centro dell’universo“.

Thomasin Harcourt McKenzie

Thomasin Harcourt McKenzie

“Tuttavia, in me vive un eterno conflitto, in cui la brama di viaggiare a ritroso e crogiolarmi nell’atmosfera glamour degli anni Sessanta ha per contraltare il timore assillante delle tenebre che si celano dietro quella visione rosea. La nostalgia può essere pericolosa; trascorrendo troppo tempo a guardarsi indietro, si potrebbe non riuscire a scorgere il pericolo che sta proprio davanti a noi. Last Night in Soho è un racconto ammonitore rivolto ai sognatori come me che vogliono riavvolgere il tempo e tornare a un’epoca nella quale, paradossalmente, in effetti non hanno mai vissuto. La domanda, quindi, dovrebbe essere: se aveste la possibilità tornare indietro nel tempo, davvero lo fareste?“.