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Veleno, il coraggio di resistere per Diego Olivares

Verrà presentato oggi, Evento Speciale di chiusura della 32. Settimana Internazionale della Critica a Venezia, Veleno, il film scritto e diretto da Diego Olivares e interpretato da Salvatore Esposito, Luisa Ranieri e Massimiliano Gallo. Al cinema dal 14 settembre, Veleno è un film di denuncia, con un messaggio forte sulle tragiche vicende delle zone contaminate dai rifiuti tossici, la cosiddetta Terra dei Fuochi, un problema devastante che ci vede responsabili tutti, anche chi semplicemente gira la testa dall’altra parte.


In un piccolo centro del casertano, una umile famiglia di agricoltori vive il dramma di un territorio violato, contaminato dai veleni che criminali senza scrupoli hanno disseminato in buona parte di quella provincia. Cosimo (Massimiliano Gallo), il capofamiglia, e sua moglie Rosaria (Luisa Ranieri) ostinatamente rifiutano di lasciare che i loro terreni diventino una discarica destinata ai rifiuti tossici: le minacce e le ripercussioni da parte di alcuni esponenti della camorra, tra i quali il giovane avvocato Rino (Salvatore Esposito), non li piegano. I due coniugi non vogliono staccarsi dalle loro radici e dalla loro terra interamente dominata da un potere mafioso che corrompe e distrugge.

Ezio (Gennaro Di Colandrea), fratello di Cosimo, e sua moglie, invece, accettano, attratti da facili guadagni, di essere complici della devastazione dei loro territori. A complicare ulteriormente le cose è la grave malattia di Cosimo causata dal veleno che contamina l’acqua, i raccolti, il bestiame. Il calvario del protagonista diventa la sintesi delle piccole e grandi contraddizioni di una terra di fatto abbandonata a se stessa, dove lo Stato sembra aver definitivamente abdicato alle sue funzioni, dove l’unico potere riconoscibile e riconosciuto è rimasto solo quello criminale.

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Lasciamo ora spazio alle note di regia di Diego Olivares.

Uno sguardo dal basso, per raccontare uno squarcio  di vita di una famiglia di contadini in un piccolo paese del casertano, dove ci si conosce un po tutti e dove le storie delle famiglie si incrociano spesso l’una con l’altra. Dai campi coltivati, dalle case di chi vive di terra e dei suoi frutti, la camorra, le ecomafie sembrano lontane come i roghi che bruciano all’orizzonte e, al contempo,  vicinissime, come un fratello che per pochi soldi va a sversare rifiuti in quelle campagne che fino ad ieri lo hanno nutrito. Anche per questo, il taglio narrativo sarà quello di tessere  vicende e personaggi, incrociandole perennemente in una sorta di ideale mosaico, dove il testimone passa dall’uno all’altro, dove i percorsi a volte confluiscono in un unico flusso narrativo e in altri casi si sfiorano, come ad un incrocio di strade, senza toccarsi”.

Ciò che li accomuna tutti però, è proprio quel veleno che dalla terra arriva alle piante, all’acqua, ai corpi e dunque spesso finisce per corrompere anche gli animi, fa vincere la paura, la diffidenza e l’indifferenza che rende solidali e partecipi solo quando il male arriva a colpirti direttamente, che porta a difendere il tuo ma che spesso fa perdere il senso di comunità, di appartenenza, di difesa del bene comune. Nemmeno la religione sembra più bastare a dare risposte a chi soffre un dolore che non riesce a spiegarsi,  ad accettare e dunque,  anche la fede si  fa metastasi di se stessa, generando guaritrici, santoni, figure di un misticismo ingenuo ma non per questo meno malvagio nel suo lucrare sul dolore, sulla morte che adesso diventa  prodotto di quelle terre, da sfruttare come qualsiasi altra merce”.

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La natura è dunque l’assoluta protagonista di questa vicenda. Mutevole, perennemente cangiante, capace di reagire sempre, all’acqua pura come al veleno, restituendo  tutto in nuove forme e sostanze, riciclando la vita, come la morte. Di questa natura, del suo più profondo mistero l’uomo è parte, solo una piccola parte! Essa è infinitamente  più grande, potente  e imperscrutabile di noi, del nostro malinteso senso di onnipotenza, delle piccole e grandi miserie che spesso ci vedono tristemente protagonisti”.

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