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Allons Enfants, la Terza Guerra in atto nell’esordio di Giovanni Aloi

Presentato nella sezione Orizzonti della 77esima Mostra del Cinema di Venezia (2020), martedì 19 ottobre arriverà nei nostri cinema Allons Enfants (titolo originale La Troisième Guerre – La Terza Guerra) il lungometraggio d’esordio di Giovanni Aloi che nasce dall’osservazione delle pattuglie di soldati con i mitra imbracciati nella città francesi, in primis la Capitale, dopo gli attacchi dell’Isis.

Il film

Parigi, oggi. Léo (Anthony Bajon) è un giovane militare appena uscito dal corso di addestramento. Viene assegnato ad una caserma parigina da dove ogni giorno partono missioni di pattuglia e sorveglianza sulle strade della capitale, a difesa di obiettivi sensibili. Il loro compito è aspettare, aspettare un conflitto intangibile in cui nessuno è il nemico o forse tutti lo sono, in cui il pericolo può arrivare da qualsiasi parte e da qualsiasi persona. Oppure non arrivare mai. Ricevuto l’ordine di assicurare che una grande manifestazione antigovernativa non debordi dai limiti assegnati, Lèo è risucchiato nel mezzo di una folla furiosa. Quella che doveva essere una giornata come tutte le altre si trasforma in un caos di insoddisfazione, rabbia e paure di una generazione che vuole rivendicare i propri diritti. La pressione e la furia impotente che cresce da settimane sta per esplodere. Léo ne sarà travolto e finirà per mettere in dubbio tutte le sue più forti convinzioni.

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Giovanni Aloi racconta…

Qualche anno fa, la Francia è “andata” in guerra contro il terrorismo. A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza nel paese, siamo cresciuti abituandoci ad incontrare pattuglie di soldati con mitragliatrici in mano nelle vie della nostra città, più o meno quanti ne incontreresti in una nazione in guerra. Dire che “siamo cresciuti abituandoci” è una bugia. Incontrare tre soldati con fucili d’assalto ed una cinta di munizioni è qualcosa a cui non riesci ad abituarti, non io almeno. La Terza Guerra è una guerra che magari inconsapevolmente noi stiamo combattendo. Una nuova tipologia di guerra, non più di trincee, ma di potere. Ciò vuol dire una guerra di immagini. Una guerra che potrebbe non essere come quelle che immaginiamo, bensì una guerra di fantasia. La tensione che accompagna il film viene da questa presa di coscienza: nessuno di noi sa esattamente che forme ha una guerra. Tutti noi abbiamo sicuramente visto immagini di scenari bellici, abbiamo visto film su questo tema, l’abbiamo vista sui notiziari, ma quale è davvero la “giusta” immagine di guerra? Questo è esattamente il punto a cui vuole arrivare il film“.