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Futura, lo sguardo collettivo di Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher

Lunedì 25 ottobre arriverà nei cinema Futura, un’inchiesta collettiva svolta da Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher che ha lo scopo di esplorare l’idea di futuro di ragazze e ragazzi tra i 15 e i 20 anni incontrati nel corso di un lungo viaggio attraverso l’Italia. Un ritratto del Paese osservato attraverso gli occhi di adolescenti che raccontano i luoghi in cui abitano, i propri sogni e le proprie aspettative tra desideri e paure.

I registi raccontano…

Se c’è qualcosa da raccontare è che abbiamo deciso di metterci insieme e fare un film e attraversare l’Italia, il nostro bel paese, se ancora così si può chiamare. Era inverno, e siamo partiti all’arrembaggio, iniziando col chiedere a gruppi di giovani cosa immaginassero del loro futuro. Ma chi sono questi giovani? Sono coloro che non sono più bambini, ma che non sono ancora adulti, coloro che sono impegnati nell’arduo compito del diventare adulti, una sorta di creature sovrannaturali. Sono i divenenti. Cosa diventeranno? Quanto ci riconosciamo nei giovani, oggi? Volevamo stare insieme a loro, ascoltarli, creare un archivio, per il futuro e perciò, Futura!“.

Ci siamo incontrati alla fine del 2019 con la voglia di realizzare un film insieme. A tutti noi è stato chiesto, nel corso della nostra carriera, di partecipare a lavori collettivi realizzando l’episodio di un progetto comune. La realizzazione di un singolo episodio pone tuttavia un grande limite alla possibilità di vivere un’esperienza di vera condivisione. Per noi lavorare insieme significa soprattutto guardare il lavoro dell’altro. Per questo, fin dal primo incontro, la nostra idea è stata quella di realizzare un’opera autenticamente collettiva, in cui la collettività fosse messa al servizio di un progetto organico. Un film in cui la pluralità non si esprimesse nella natura episodica ma nella molteplicità della regia, recuperando un’idea di cinema presente nel passato ma di cui oggi esistono pochi esempi“.

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Da questo desiderio nasce Futura, un lavoro condiviso che ha lo scopo di raccontare i giovani italiani e tratteggiare, attraverso i loro occhi e le loro voci, un affresco del Paese. Un film di sentimento che attraverso gli adolescenti ci restituisce come in uno specchio l’immagine di noi adulti. Futura non è un film di osservazione e non è propriamente inscrivibile in quella vasta produzione definita cinema della realtà. Si tratta di un reportage nella sua forma più nobile. Nel realizzarlo ci siamo messi a servizio delle storie, subordinando il nostro ruolo di registi a quello di testimoni ed esecutori con l’intento di produrre un materiale filmico da raccogliere in una sorta di archivio del contemporaneo. Un archivio al quale abbiamo avuto accesso nella fase di montaggio e dentro al quale abbiamo scavato riportando alla luce le immagini, così da creare con la distanza necessaria un rapporto con il presente“.