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Intervista – Claudio Di Biagio: “Regia e web, ecco il percorso per giovani videomaker”

Domenica 13 marzo, dalle 10 alle 13, al Cinema Massimo MNC di Torino (Via Verdi 18) – all’interno del programma del 21° Glocal Film Festival – continuano gli incontri tra pubblico e grandi professionisti del cinema con Tra Web e Regia. Percorsi Per Giovani Videomaker, la Masterclass tenuta dall’autore e regista Claudio Di Biagio, tra le principali firme digitali del nostro tempo (è youtuber, sin dal 2010). In questo incontro Di Biagio esplorerà in particolare le possibilità introdotte dalle nuove tecnologie e dalle sempre più numerose piattaforme online.

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Intervista a Claudio Di Biagio

Creatore di format di intrattenimento videoludico su Youtube e su Twitch, Claudio Di Biagio dirige e scrive per la tv (Romanzo Italiano, 4Hotel, Illuminate) e per il web (è sua la prima webseries italiana: Freaks). Nella Masterclass, il regista racconterà il suo percorso professionale e illustrerà i piani che i videomaker possono attuare per posizionarsi all’interno di queste piattaforme, con consigli per l’uso per navigare all’interno di questo universo in continua espansione. Per me è stato molto interessante poterlo intervistare.

Tra Web e Regia. Percorsi Per Giovani Videomaker. Cosa può anticiparci della sua masterclass?

Sarà sicuramente una chiacchierata intensa su quanto siano collegate la regia e il web e, al tempo stesso, quanto possano sorgere dei problemi, come già si è verificato negli anni ’10 del nuovo millennio. A cosa mi riferisco? Al fatto che andava riconosciuta l’importanza del web per quanto riguarda la regia, il cambiamento del linguaggio audiovisivo ed il fatto che tanti talenti siano nati su internet. Saranno due ore in cui chiacchierò con il pubblico, risponderò alle domande dei partecipanti e racconterò il mio percorso: quello di un regista che lavora anche sul web.  

Negli ultimi anni, ancor prima dell’esplosione delle piattaforme digitali in concomitanza con il triste arrivo della pandemia, gli spettatori si sono gradualmente allontanati dalle sale. E, con la Guerra in corso, le cose non possono che peggiorare. Cosa ne pensa?

Penso che il racconto della sala cinematografica e soprattutto che la ri-educazione alla sala cinematografica per quanto riguarda la fruizione dei film – sia da parte di chi li produce e distribuisce, sia da parte del pubblico – sia molto importante. Qualsiasi evento tragico, e ora ne stiamo davvero vivendo tanti, possono deteriorare e rovinare l’esperienza cinematografica delle persone…Però secondo me questa crisi può essere un modo per rinascere e per portare ad un nuovo racconto della sala cinematografica e quindi un nuovo racconto del cinema. E quindi ristabilire cosa sia giusto andare a vedere in sala, cosa invece sia giusto vedere sulle piattaforme. Serve ri-educare il pubblico: è fondamentale per ripartire e per far ripartire il mercato cinematografico. Soprattutto in Italia.

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Il momento storico è durissimo. A livello di scrittura e creazione cosa più ti preme esprimere? È l’autore – con il suo sentire e magari con il desiderio di lanciare messaggi che possano far riflettere gli spettatori – o il gusto di un pubblico da raggiungere e “accontentare” che prevale? È ancora possibile un cinema che “detta” il messaggio e che non sia al servizio dell’audience?

Chi scrive i film è anche colui che li guarda, e che magari andrà a vedere gli stessi film che scrive o dirige. Non c’è niente di più bello di apprezzare un proprio lavoro, ovviamente sperando che anche gli altri lo possano apprezzare allo stesso modo! Penso che, da sempre, gli autori vivano come spettatori e come autori, una duplice forma di rispetto, di analisi e di creazione per quanto riguarda i film. Personalmente in questo momento sto scrivendo diversi progetti che riguardano ciò che sta succedendo nel mondo, e non mi sto riferendo alla pandemia o alla Guerra. La mia attenzione è su ciò che ci aspetta nel futuro. Un aspetto che sto trattando affrontando diversi problemi di attualità: dal riscaldamento globale ai disastri ambientali, dagli sprechi al modo in cui viene gestito il patriarcato e il consumismo. Tutti problemi che cerco di elaborare attraverso la mia visione delle cose. Non è sempre facile farlo capire ai produttori: è un percorso complicato. Nella masterclass ne parlerò perchè secondo me è una cosa affascinante da analizzare.

Intervista di Giacomo Aricò