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Noomi Rapace interpreta Seven Sisters, una provocazione molto futuribile

Presentato in anteprima al 35° Torino Film Festival, il 30 novembre arriva al cinema Seven Sisters, il film diretto da Tommy Wirkola con Noomi Rapace (impegnata in sette ruoli diversi), Glenn Close e Willem Dafoe. Una pellicola provocatoria e intrigante che racconta una storia ambientata in un futuro distopico non troppo lontano dalla nostra contemporaneità.


2073: il pianeta è afflitto da sovrappopolamento e carestia. L’aumento incontrollato delle nascite ha costretto i governi a mettere in atto la drastica politica del Figlio Unico istituita dal Bureau per il Controllo delle nascite, diretto dalla Dott.sa Cayman (Glenn Close) che impone l’ibernazione dei figli in eccesso. Una donna muore durante il parto di sette gemelle (Noomi Rapace), e per salvarle tutte, il nonno (Willem Dafoe) le nasconde chiamandole Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato e Domenica.

Ognuna di loro potrá uscire di casa solo nel giorno della settimana corrispondente al loro nome con l’identità di Karen Settman e il divieto assoluto di rivelare il segreto della loro famiglia. Nascoste per sei giorni a settimana, le sette sorelle sono libere di essere loro stesse solo nella prigione del loro appartamento. Tutto procede fino a che, un giorno, Lunedì non fa più ritorno a casa.

Willem Dafoe

Willem Dafoe

La sceneggiatura originale di Seven Sisters aveva raggiunto la prestigiosa Blacklist di Hollywood (l’elenco delle sceneggiature più interessanti secondo gli addetti ai lavori). L’idea originaria fu concepita nel 2001 dallo sceneggiatore Max Botkin e prevedeva sette fratelli. In seguito, quando il regista Tommy Wirkola si unì al progetto, pensò che traslare la storia al femminile avrebbe aggiunto una dinamica più interessante. Botkin ha immaginato un mondo di fantascienza soft, in un futuro prossimo, che vede sette gemelle identiche “in una serie di circostanze ideate per ottimizzare il dramma –  spiega lo sceneggiatore – ho immaginato come sarebbe essere imprigionati in un piccolo spazio con altre sei persone, con limitazioni alle tue possibilità di viaggiare o di vivere indipendentemente dagli altri, a chi puoi amare e a come puoi comportarti in pubblico”.

Un mondo in cui vige la legge del figlio unico e il Bureau per il Controllo delle Nascite fa rispettare la legge con la morte: “mi piaceva l’idea di sette persone che si dividono una vita in parti uguali – continua Botkincondividendo tra loro ogni dettaglio delle giornate che vivono per garantire la continuità delle altre. E se una di loro non tornasse a casa un giorno, significherebbe caos e mistero”. Il mondo in cui vivono le sette sorelle Settman è intrigante perché è un futuro non troppo lontano, quasi un’estensione del nostro mondo: “è un mondo identificabile, riconoscibile e orwelliano in cui, a causa della sovrappopolazione e della scarsità delle risorse, non è più possibile sostenere la specie umana. È un mondo che potrebbe diventare realtà se continuiamo a sprecare le risorse naturali, se la popolazione continua ad aumentare e ad abitare o migrare nelle grandi città”.

Glenn Close

Glenn Close

La questione centrale del film riguarda quello che gli uomini sono disposti a sopportare pur di sopravvivere. È meglio vivere anche solo un secondo piuttosto che non vivere affatto? Vale la pena vivere se non possiamo essere veramente noi stessi? Qual è il punto di rottura per ciascuno di noi? Se non possiamo più vivere in catene, di che cosa siamo capaci pur di liberarci? Seven Sisters è una riflessione sociale provocatoria che parla dell’identità e della costruzione di una personalità unica per te stesso, quando il resto del mondo ti impone di conformarti o non convalida affatto la tua esistenza.

Principale antagonista nel film è Nicolette Cayman. Simbolo di malvagità e oppressione, la Cayman è a capo del Bureau per il Controllo delle Nascite. Segnata da un oscuro passato, è aggrappata ai suoi ideali ed è convinta che la politica del figlio unico sia l’unico mezzo per porre fine alla sovrappopolazione e garantire la sopravvivenza della specie umana. Il sistema di valori di Cayman sembra, per quanto estremo, coerente finché i suoi segreti non vengono alla luce. Glenn Close vede il suo personaggio come “una donna che ha sofferto un terribile trauma quando era giovane. Ha perso tutta la sua famiglia in un periodo in cui il cibo scarseggiava. E lei è stata scelta come quella destinata a sopravvivere. Quindi il suo bagaglio psicologico è immenso e si impegna con tutte le sue forze per salvare il pianeta per i bambini e per le generazioni del futuro”.

Noomi Rapace

Noomi Rapace (più volte…)

Ma la vera forza del film è la straordinaria prova – in sette ruoli diversi – di Noomi Rapace: “mi sono sentita come se scivolassi dentro e fuori e so esattamente come reagiranno – spiega l’attrice – so chi sono, in diverse fasi della mia  vita, sono stata ognuna di queste sorelle. Quando avevo 13 o 14 anni, avevo uno stile più hippy come Martedì, ma crescendo sono diventata più simile a Mercoledì perché mi piaceva il combattimento ed ero un maschiaccio. Per un periodo sono stata come Giovedì, una punk sempre arrabbiata che odiava tutti. Poi ho avuto il periodo biondo/rosa, come Sabato… quindi riesco chiaramente a riconoscere in loro i vari capitoli della mia vita”.

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