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Nope, il nuovo horror di Jordan Peele si sposta verso la fantascienza

Una scoperta inquietante e agghiacciante, legata agli extraterrestri, è al centro di Nope, il nuovo film – da giovedì 11 agosto nelle sale italiane – scritto e diretto da Jordan Peele, il regista che aveva già sconvolto e ridefinito l’horror moderno prima con Scappa – Get Out (2017) e poi con Noi (2019). In questo nuovo incubo, tra orrore e fantascienza, protagonisti sono Daniel Kaluuya, Keke Palmer e Steven Yeun.

Il film

Oj ed Em (Daniel Kaluuya e Keke Palmer) due fratelli che vivono in una gola della California, dove gestiscono insieme al padre, Otis Haywood Sr. (Keith David), un ranch di famiglia. Quando il genitore muore, venendo colpito da un nichelino caduto inspiegabilmente dal cielo, OJ ed Em ereditano la proprietà. Mentre il primo cerca di mantenere l’attività paterna per preservare l’eredità del genitore, la seconda spera di trovare fama e celebrità a Hollywood. Ben presto, a causa di una serie di imprevisti, i fratelli Haywood si ritrovano pieni di problemi finanziari e, come se non bastasse, i cavalli sembrano svanire nel nulla, mentre quelli ancora presenti sono nervosi e hanno reazioni violente. Oj si vede costretto a vendere alcuni cavalli a Jupe Park (Steven Yeun), che di recente ha aperto un parco nella gola. Convinta che ci sia qualcosa di extraterrestre che abbia a che fare con i cavalli, Em convince OJ a installare delle telecamere nel ranch nella speranza di capire cosa sta accadendo e di registrare un video che possa farli arricchire. Solo dopo si rendono conto che c’è una nuvola in cielo, che sembra non spostarsi mai: cosa nasconderà?

NOPE

Jordan Peele racconta…

“Sento fortemente che bisogna fare un certo lavoro che il pubblico possa percepire anche se non lo si mostra. La penso così con i personaggi, la storia, la penso così con l’UFO in questione. La maggior parte delle storie di UFO o delle cose che si sentono sono mucche che salgono. L’idea dei cavalli – che hanno una loro maestosità, una loro bellezza e un riferimento al selvaggio West e alla menzogna hollywoodiana del selvaggio West – era molto carica. Credo che alla gente piaccia guardare i miei film con attenzione, per cercare di capire tutto, come una caccia al tesoro. A volte invece non si vuole pensare troppo, si vuole entrare in un film, ci si vuole accontentare, si vuole essere portati in un posto diverso, si vuole essere rimessi in macchina, e credo che Nope possa fare entrambe le cose“.