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Tutti Amano Jeanne, la commedia triste di Céline Devaux con Blanche Gardin

Blanche Gardin è la protagonista di Tutti Amano Jeanne, il film – dal 22 settembre al cinema – diretto da Céline Devaux, una sad-com che mescola commedia e animazione che affronta con originalità il tema delicato della depressione, mettendo in scena tutti quei “pensieri tossici” che spesso condizionano la vita.

Il film

Jeanne (Blanche Gardin) è veramente determinata a cambiare il mondo, inventa pertanto un apparecchio per pulire gli oceani, ma durante la cerimonia di lancio, Jeanne stessa finisce in acqua per provare a recuperare la propria invenzione: Dopo questo clamoroso flop in diretta televisiva tutti i suoi finanziatori si ritirano, lasciandola in bancarotta. Per ripagare i debiti si trova costretta a dover vendere la casa di famiglia a Lisbona. Mentre si interroga su questa difficile decisione viene all’improvviso affiancata da «un piccolo fantasma capellone», che commenta ogni sua mossa. Il piccolo fantasma è solitario, divertente, canta e balla, e non esita a sussurrare oscenità nelle orecchie di Jeanne, diventando praticamente la voce della sua coscienza che non la abbandona mai. Poi, all’aeroporto, incontra Jean (Laurent Lafitte), un ex compagno di liceo stravagante e un po’ invadente.

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Céline Devaux racconta…

Volevo scrivere una commedia sulla depressione e quindi parlare di tutti i pensieri tossici che ci attraversano quando non ci sentiamo bene. Dovevo trovare un modo per raccontarli con leggerezza. Probabilmente un piccolo fantasma è venuto da me in sogno… È una creatura pelosa, né uomo né donna, che assilla Jeanne tutto il giorno. Una sorta di riflesso della vergogna. È anche il ricordo di tutte le voci che Jeanne ha sentito accumularsi nel suo cervello. I capelli lunghi all’inizio mi hanno fatto ridere, ma mi hanno anche permesso di trasformare questo piccolo fantasma, di giocare con il suo aspetto. Volevo raccontare cosa stava succedendo nella testa di questa donna che la sta perdendo completamente. È anche un enorme elemento comico, perché possiamo destreggiarci tra ciò che dice e ciò che pensa veramente”.