©Fabio Lovino

Aidan Turner è Leonardo, la serie che svela il mistero del genio

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Da martedì 23 marzo, in prima serata e in prima visione mondiale su Rai1 andrà in onda Leonardo, la serie evento Rai creata da Frank Spotnitz e Steve Thompson, per la regia di Dan Percival e Alexis Sweet. In otto episodi/quattro serate, la serie racconta la storia di Leonardo Da Vinci, un genio la cui personalità complessa ed enigmatica rimane ancora oggi un segreto avvincente. Protagonista un grande cast formato da: Aidan Turner, Giancarlo Giannini, Matilda De Angelis, Freddie Highmore, Carlos Cuevas, Alessandro Sperduti, James D’Arcy, Robin Renucci, Flavio Parenti, Miriam DalmazioAntonio De Matteo.

La serie

Leonardo (Aidan Turner) era il figlio illegittimo di un notaio, Piero Da Vinci (Robin Renucci): non riconosciuto dal padre e abbandonato dalla madre, il bambino fu affidato ai nonni paterni, che lo crebbero in condizioni durissime. Osservare la natura divenne per Leonardo l’unica via di fuga possibile. La solitudine impostagli da bambino, una volta adulto diventa un’esigenza: la condizione  indispensabile per inseguire e soddisfare la sua curiosità. Usava l’arte per realizzare opere che glorificassero Dio e la scienza, per creare armi mappe e opere d’ingegneria, che rafforzavano il potere di brutali tiranni. Nessun sacrificio era troppo grande per inseguire la verità, ma nessun risultato era mai sufficientemente vicino ad essa. Realizzò capolavori come l’Ultima Cena, ma molte altre opere rimasero incompiute, perché non raggiungevano, secondo il suo severissimo giudizio, i traguardi impossibili che Leonardo aveva imposto a se stesso.

La serie ha inizio con Leonardo poco più che ventenne; lavora come apprendista nella bottega di Andrea Del Verrocchio (Giancarlo Giannini) a Firenze, dove incontra Caterina Da Cremona (Matilda De Angelis), che posa come modella. Ogni episodio si concentra su una delle opere di Leonardo, alcune radicate nella memoria collettiva, altre meno note al grande pubblico: non solo dipinti, ma anche invenzioni, macchine da guerra, grandi sculture in bronzo. In ogni episodio si svela la vicenda che si nasconde dietro ogni opera per raccontare il serrato dialogo che si stabilisce tra questa, la formazione intellettuale di un grande artista e la complessità di un uomo, quale è stato Leonardo. Ogni episodio metterà in luce la relazione tra vita e opera d’arte, tra la formazione intellettuale e  la complessità umana di un grande artista come Leonardo.

Aidan Turner (©Fabio Lovino)

Aidan Turner (©Fabio Lovino)

Svelare il vero Leonardo

Leonardo vuole svelare il mistero di uno dei personaggi più affascinanti ed enigmatici della Storia. Conosciamo tutti le sue opere d’arte, ma il suo carattere è ancora ignoto. Cosa muoveva la sua infinita immaginazione? Quale travaglio nascondevano le sue più grandi creazioni? Chi era la donna misteriosa che ha ispirato il suo capolavoro perduto, Leda col cigno, di cui restano solo copie dalla simbologia enigmatica? La serie svela per la prima volta il mistero dell’uomo nascosto dietro al genio: è la storia di come l’artista più grande, che il mondo abbia mai conosciuto, scopre che esiste qualcosa di più importante dell’arte e che c’è un prezzo amaro da pagare per la genialità.

Dan Percival racconta…

La prima esperienza che ho vissuto durante la lavorazione di Leonardo è stata un privilegio indimenticabile: un tour privato della collezione di bozzetti leonardeschi della Regina, a Buckingham Palace. Io e gli sceneggiatori siamo stati accompagnati stanza dopo stanza alla scoperta delle singole pagine estratte dai famosi quaderni di Leonardo, testimoni del suo complesso ed eclettico pensiero reso sotto forma di parole e disegni incredibilmente minuscoli. Nessun frammento di carta è stato sprecato, nessuna idea lasciata inesplorata. Ciò che colpisce di più l’osservatore però è l’attenzione maniacale di Leonardo per i dettagli. Il suo approccio al processo creativo era quello di uno scienziato, che si trattasse di dissezionare un fiore o cogliere il movimento di un cavallo rampante. Testava e ritestava ogni nozione fino a scoprire una verità o una realtà a cui aggrapparsi. L’immagine che emerge è quella di un uomo ossessivo, in perpetua tensione, totalmente votato alla ricerca, instancabile e sempre insoddisfatto“.

Matilda De Angelis (©Fabio Lovino)

Matilda De Angelis (©Fabio Lovino)

“Anche noi, in qualità di cineasti, abbiamo dovuto sforzarci di trovare un linguaggio per raccontare questa singolare figura di artista e inventore. Come vedeva il mondo Leonardo? Che esperienza ne aveva? Quali paure lo guidavano, quali gioie lo motivavano, quali relazioni muovevano il suo animo? E come possiamo comprendere la mente di questo straordinario essere umano? Non è una questione di poco conto perché, per quanto Leonardo fosse un genio fuori dal comune, dotato di un talento unico, era anche un uomo tormentato da dubbi, debolezze e passioni. Per guardare il mondo attraverso gli occhi di Leonardo, il mio principio ispiratore è stato quello di rendere ogni aspetto della produzione il più autentico possibile. Dai paesaggi ai suoni, dai materiali alle tecniche, fino ai capelli unti e allo sporco sotto le unghie. Non volevo che ci accontentassimo di provare il mondo di Leonardo: dovevamo abitarlo“.

Anche nella riproduzione dell’arte leonardesca ci siamo sforzati di perseguire l’autenticità sia nei metodi e nei materiali, sia nella minuziosa cura per i dettagli che Leonardo metteva in ogni cosa. La sfida che più di tutte ci preoccupava era quella di ricreare l’arte perduta di Leonardo – dipinti come Leda Col Cigno, sculture come il Gran Cavallo o il gigantesco affresco della Battaglia di Anghiari, quattro volte più grande dell’Ultima Cena. È quasi disarmante cercare di riprodurre questi capolavori quando tutto quello che hai in mano è qualche studio abbozzato. Per riuscire nell’impresa, ci siamo affidati a un team di straordinari artisti che hanno cercato, disegnato, dipinto e scolpito 24 ore su 24. Proprio come la pittura, tuttavia, il cinema punta non tanto a riprodurre la realtà quanto piuttosto a creare un’impressione del mondo. Un’impressione che ha una sua estetica, una sua palette cromatica, che vive di umori, toni ed espressioni visive proprie“.

(©Fabio Lovino)

(©Fabio Lovino)

Uno dei compiti più ardui per noi cineasti è quello di capire come trasmettere la percezione unica di Leonardo, i suoi sogni, i suoi ricordi, le sue fonti di ispirazione. Per farlo, dobbiamo amplificare le sequenze girate con la CGI, sempre però nel pieno rispetto del principio dell’autenticità. Per creare questi voli pindarici, i professionisti degli effetti visivi di Stargate hanno utilizzato solo elementi fisici che Leonardo stesso conosceva e studiava: vento, acqua, fuoco, polvere, fumo e luce. Al di là delle scelte tecniche, la mia speranza è che Leonardo sia una serie davvero appassionante e di rara bellezza, capace di rendere onore a questo sbalorditivo artista“.