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Post Mortem, i fantasmi senza pace di Péter Bergendy

Lunedì 2 novembre al 20° Trieste Science+Fiction Festival è stato presentato online Post Mortem, il film horror diretto da Péter Bergendy ambientato nell’Ungheria del 1918.

Il film

Come risultato della distruzione causata dalla prima guerra mondiale e dall’influenza spagnola, innumerevoli spiriti sono rimasti bloccati nel nostro mondo. Tomás (Viktor Klem), un giovane fotografo che gira il paese per fotografare i morti, finisce in un piccolo villaggio ungherese durante il gelido inverno del 1918, dopo aver incontrato Anna (Fruzsina Hais), una piccola orfana. Man mano che acquisisce maggiore familiarità con la vita del luogo, si sente sempre più come se dovesse sfuggirgli. I rumori nella notte, le strane morti e le figure oscure che appaiono nelle sue fotografie lo spingono ad andarsene. Ma una visione notturna e la certezza che i fantasmi esistono, fanno tornare Tomás al villaggio, risvegliando la sua coscienza e il suo desiderio di azione

La fotografia Post-Mortem

Sopravvissuto miracolosamente alla Prima Guerra Mondiale (era già stato buttato in una fossa comune, insieme a tanti cadaveri), Tomás da morto, si ritrova a fotografare i morti. La fotografia Post Mortem – una (macabra)pratica fotografica sviluppatasi nell’epoca vittoriana e caduta in disuso attorno agli anni quaranta del Novecento – aveva due funzioni. La prima, era quella di ritrarre la persona defunta per averne un “bel” ricordo (ecco perché i soggetti venivano ritratti come se ancora fossero in vita, con gli occhi aperti). La seconda era per rendere “eterna” l’anima della persona scomparsa: immortalata in uno scatto che “la tenesse in vita” (ma la fotografia rappresenta sempre la morte, perchè ogni istante muore esattamente quando viene fotografato).

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Un villaggio di fantasmi

Ma le anime dei morti sono fantasmi inquieti e arrabbiati, che non ne vogliono sapere di riposare in pace. Il villaggio del film, che ha attraversato l’orrore dell’Influenza Spagnola (che ci riporta tristemente all’attualità che stiamo vivendo) viene così invaso da una nuova ondata di terrore e morte. Scappando dal villaggio, nel finale del film Tomás e la piccola Anna, dall’alto della collina cercano una nuova meta. Individuano un nuovo villaggio, ma dalle urla che si sentono in lontananza, si intuisce che anche lì la situazione sarà la stessa.