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Babadook! È arrivato il terribile uomo nero di Jennifer Kent

Dopo che la Rai ha deciso di non trasmetterne il trailer durante l’ultimo Gran Premio di Formula1, si è sicuramente fatta più febbrile l’attesa per Babadook, il thriller psicologico – da oggi al cinema – diretto da Jennifer Kent che rientra nella tradizione dei classici film horror di Roman Polanski (Rosemary’s Baby, L’Inquilino del Terzo Piano, Repulsione). Per la regista e sceneggiatrice si tratta del primo lungometraggio.


Sei anni dopo la morte violenta del marito, Amelia (Essie Davis) è ancora in lutto. Lotta per dare un’educazione al figlio ribelle di 6 anni, Samuel (Noah Wiseman), un figlio che non riesce proprio ad amare. I sogni di Samuel sono tormentati da un mostro che crede sia venuto per ucciderli entrambi. Quando l’inquietante libro di fiabe Babadook arriva in casa, Samuel è convinto che il Babadook sia la creatura che ha sempre sognato.

Le sue allucinazioni diventano incontrollabili e il bambino sempre più imprevedibile e violento. Amelia, seriamente spaventata dal comportamento del figlio, è costretta a fargli assumere dei farmaci. Ma quando Amelia comincia a percepire una presenza sinistra intorno a lei, inizia ad insinuarsi nella sua mente il dubbio che la creatura su cui Samuel l’ha messa in guardia possa essere reale.

Amelia e Samuel

Amelia e Samuel

La regista ha preso spunto dal suo cortometraggio horror, il pluripremiato Monster: “mi affascina molto ciò che succede alle persone quando reprimono i propri sentimenti, specialmente la sofferenza. La repressione di questi sentimenti può funzionare per un breve periodo, forse anche per alcuni anni, ma alla fine la verità viene a galla” spiega Jennifer Kent.

Amelia, la protagonista del film, assiste alla perdita violenta e atroce del marito, l’amore della sua vita, in un terribile incidente d’auto, mentre la coppia si sta recando in ospedale per il parto di Amelia che darà alla luce il loro primo figlio. Il giorno in cui il marito rimane ucciso è lo stesso giorno in cui viene al mondo Samuel. Il film inizia quasi sette anni dopo quel terribile giorno.

Noah Wiseman

Noah Wiseman

Amelia non riesce ad amare suo figlio poiché non è stata in grado di affrontare il dolore per ciò che è successo. La repressione del dolore sviluppa una tale energia da dilaniare Amelia, perseguitarla, scatenando in lei una forza distruttiva incontrollabile. La messa in discussione dell’amore materno rappresenta il fulcro centrale di questo horror. Come ci si pone di fronte ad una madre, il simbolo più vero e primordiale dell’amore e della protezione, che nasconde dentro di sé un lato così oscuro e spaventoso?

Come può affrontare una situazione come questa un bambino di sei anni? Il rapporto problematico tra Amelia e Samuel racchiude in sé anche il messaggio di speranza del film, come descrive la regista: “nonostante la sua matrice horror, Babdook è una storia d’amore in cui una madre attraversa gli abissi dell’inferno per avvicinarsi al proprio figlio”.

Essie Davis

Essie Davis

Babadook, che la critica ha apprezzato moltissimo, è il viaggio dentro un incubo ma, come Amelia, il pubblico viene infine ricompensato. Ad aver ispirato la regista sono stati i primi film horror muti: “sono bellissimi e sorprendenti grazie alla meravigliosa fotografia, tanto da raggiungere, in molti casi, un livello poetico. Per quanto riguarda la fotografia infatti il mio film trae ispirazione da queste opere e costituisce un modo originale e moderno di reinterpretarle”.

Questi film sono stati fortemente influenzati dall’Espressionismo Tedesco che si proponeva di esteriorizzare ciò che è interiore: esternare le emozioni per rifletterle attraverso la macchina da presa e le scenografie. Uno stile estremo che crea un linguaggio visivo perfetto per un horror psicologico.

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Da segnalare l’interpretazione di Essie Davis: “il mio personaggio ha alcune sottili similitudini con Shining per la presenza di forze spirituali e mistiche. Inoltre, Amelia assomiglia per certi versi alla mamma e al papà di Shining. C’è un po’ di Shelley Duvall e un po’ di Jack Nicholson in lei. È stato come interpretare tre ruoli: dar voce a un dolore incredibilmente profondo, essere terrorizzati e diventare, allo stesso tempo, veicolo di terrore e paura” ha spiegato l’attrice.

“Sono assolutamente convinta che Babadook sarà un film visivamente avvincente, fortemente toccante e profondamente spaventoso”

Jennifer Kent