(Foto di Andrea Pirrello)

Riccardo Scamarcio padre che cresce davvero ne Il Ladro di Giorni

(Foto di Andrea Pirrello)

Presentato in anteprima all’ultima Festa del Cinema di Roma, giovedì 6 febbraio uscirà al cinema Il Ladro di Giorni, il film scritto e diretto da Guido Lombardi che lo ha tradotto sul grande schermo partendo dal suo omonimo romanzo. Protagonisti di questa storia sono Riccardo Scamarcio e Augusto Zazzaro.

Il film

Salvo (Augusto Zazzaro), undici anni, vive con gli zii in Trentino. Il giorno della sua Prima Comunione, mentre gioca a pallone con gli amici, compare inaspettatamente a bordo campo un uomo, è suo padre Vincenzo (Riccardo Scamarcio). Salvo a stento lo riconosce, non lo vede, infatti, da sette anni, da quando due carabinieri lo avevano portato via dalla loro casa in Puglia. Ora Vincenzo è uscito di prigione, dice di voler passare qualche giorno con il figlio e parte con lui verso il sud. Durante questo viaggio lungo l’Italia, scandito da molti incontri e ricordi, Salvo imparerà a conoscere suo padre ma dovrà fare i conti anche con i suoi segreti e il suo passato.

(Foto di Andrea Pirrello)

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Il libro

L’omonimo romanzo di Guido Lombardi è un viaggio on the road verso il Sud, punteggiato da incontri inaspettati all’autogrill, deviazioni fuori programma e dai ricordi di un’infanzia ancora candida e piena di domande, prima dell’arrivo del misterioso “ladro di giorni”, colui che anni prima ha condannato Salvo e Vincenzo a stare lontani, senza che nessuno sappia il perché. Quattro giorni: un tempo enorme per Salvo, che non vuole partire su quella vecchia auto scassata con quell’uomo pieno di strani tatuaggi che fa cose di nascosto, come se avesse un segreto. Ma, forse, anche un’occasione per padre e figlio di trovare insieme il coraggio di tuffarsi nel vuoto e tornare a conoscersi e ad amarsi. Il Ladro di Giorni è un romanzo di formazione in cui, tra inseguimenti e lezioni di vita, i ruoli di padre e figlio spesso si invertono, in una continua scoperta reciproca.

(Foto di Andrea Pirrello)

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Guido Lombardi racconta…

Il Ladro di Giorni è il racconto di un incontro, tra un bambino che muove i primi passi nel mondo e un uomo che vi ritorna dopo anni di carcere. Tra un figlio che ha quasi dimenticato di avere un padre e un padre che stenta a riconoscere in quel bambino suo figlio. Come all’inizio di ogni storia d’amore, diffidano l’uno dell’altro. Decidere di fidarsi è un atto di coraggio, come quello di un tuffatore che si lancia nel vuoto. Quel coraggio che, da buon guascone, Vincenzo cerca d’insegnargli, ritrovandosi, invece, a prendere lui lezioni dal figlio, a scoprirsi lui il bambino tra i due. Il film è anche un viaggio nel passato criminale di Vincenzo, alla ricerca dell’uomo misterioso che lo ha tradito anni prima, condannando lui e suo figlio alla lontananza. È un istinto potente la vendetta, capace di annebbiare la vista, di trascinarti nei giorni perduti, rubati all’amore, oscurando quella speranza che ha appena ricominciato a brillare. Ed è così tanto il desiderio del piccolo Salvo di essere amato da quel padre sconosciuto, che anche lui si ritroverà a camminare lungo l’esile confine che separa il bene dal male, i buoni dai cattivi. Fino all’attimo in cui Vincenzo deciderà di diventare finalmente un uomo“.