Pieces Of A Woman 0

VENEZIA 77 – In gara Pieces Of A Woman di Kornél Mundruczó, Orizzonti tra Mainstream e Monica Bellucci

Pieces Of A Woman di Kornél Mundruczó è il film (ispirato ad una drammatica vicenda accaduta al regista) interpretato dalla coppia formata da Vanessa Kirby e Shia LaBeouf che verrà presentato oggi in Concorso alla 77. Mostra del Cinema di Venezia. In questo articolo vi parleremo anche di due interessanti pellicole che invece saranno presentate oggi nella categoria Orizzonti: Mainstream di Gia Coppola e The Man Who Sold His Skin di Kaouther Ben Hania.

"Pieces Of A Woman"

“Pieces Of A Woman”

Pieces Of A Woman

Martha (Vanessa Kirby) e Sean Carson (Shia LaBeouf), una coppia di Boston, sono in procinto di avere un bambino. La loro vita cambia irrimediabilmente durante un parto in casa, per mano di un’ostetrica confusa e agitata che verrà accusata di negligenza criminale. Comincia così un’odissea lunga un anno per Martha, che deve sopportare il suo dolore e al contempo gestire le difficili relazioni con il marito e la dispotica madre, oltre che confrontarsi in tribunale con l’ostetrica, divenuta oggetto di pubblica denigrazione. Pieces of a Woman è un’aria profondamente personale e dolorosamente familiare, tratteggiata in ricercati toni di grigio, la storia trascendente di una donna che impara a convivere con la sua perdita.

Kornél Mundruczó racconta…

È possibile sopravvivere dopo che si è persa la persona che più si amava? A cosa ci si aggrappa quando sembra che non ci siano più appigli? Mia moglie ed io volevamo condividere con il pubblico una delle nostre esperienze più personali attraverso la storia di un figlio non nato, nella convinzione che l’arte possa essere la miglior cura per il dolore. Saremo gli stessi di prima dopo una tragedia? Riusciremo a trovare qualcuno che ci accompagni nella caduta libera del dolore? Il mondo appare capovolto, un luogo in cui non riusciamo più a orientarci. Con Pieces of a Woman volevamo realizzare una storia autentica su una tragedia e su come imparare a convivere con quel dolore. Una perdita sfugge alla nostra comprensione o al nostro controllo, ma porta con sé la capacità di rinascere”.

"Mainstream"

“Mainstream”

Mainsteam

Frankie (Maya Hawke, figlia di Ethan Hawke e Uma Thurman), una ragazza sui vent’anni, vive appena oltre Hollywood Boulevard. La giovane sta cercando di capire chi vuole essere. Con il pensiero della morte del padre che ancora non la abbandona, Frankie è consapevole di voler fare qualcosa di significativo, ma non sa in che modo. In un mondo che ruota attorno alla soddisfazione e al narcisismo, è difficile non fare confronti e non cadere preda della disperazione. Intrappolata, insieme al suo migliore amico Jake (Andrew Garflield), nel lavoro di barista in un cabaret di quartiere, Frankie mette in discussione ciò cui la gente oggi attribuisce realmente valore. E quando avrà una serie di discussioni epocali con il misterioso Link, un uomo che sembra vivere la vita al di sopra delle regole, Frankie troverà l’ispirazione per filmarlo e mettere in rete le sue invettive contro il conformismo. Con l’aiuto di Jake, questo improbabile gruppo di outsider otterrà la fama su internet.  squadra, che Frankie inizierà a chiedersi se anche lei non stia diventando il mostro che ha contribuito a creare. Una storia d’amore con qualcuno che non vuole bene a sé stesso, ambientata sullo sfondo della nuova cultura emergente del mondo d’oggi.

Gia Coppola racconta…

Attraverso Mainstream volevo raccontare una storia incentrata sui social media e sull’effetto nefasto che esercitano sulla psiche umana. Mi affascina il modo in cui questa nuova forma di connessione genera narcisismo e insicurezza in modo unico e profondo. Che si tratti di un personaggio famoso o di un caro amico, la maggior parte degli utenti dei social media ritrae falsamente gli aspetti della propria vita. Queste bugie innocenti danno vita a un senso di inadeguatezza di massa. Se pensiamo che ogni persona agisce in qualitaà di PR di sé stessa, diventa difficile distinguere il vero dal falso. C’è da chiedersi se esisteremmo in assenza di un pubblico intento a osservare. Mainstream è un racconto ammonitore che ispira le persone a voler essere uniche invece di aderire all’incessante indottrinamento a cui ci sottoponiamo“.

"The Man Who Sold His Skin"

“The Man Who Sold His Skin”

The Man Who Sold His Skin

C’è anche Monica Bellucci tra gli interpreti del film diretto da Kaouther Ben Hania. Il progetto è nato dall’incontro di due mondi. Il mondo dell’arte contemporanea, e in particolare l’opera dell’artista belga Wim Delvoye (Tim, 2006), e il mondo dei rifugiati politici, in particolare i rifugiati siriani che devono combattere con documenti e permessi di soggiorno. Il film racconta il viaggio di un giovane rifugiato pieno di passione gettato in un mondo cinico. Un uomo normale costretto a un’avventura straordinaria. Il film è anche una storia d’amore in cui il protagonista, separato dalla donna che ama, perde la dignità – e la pelle – per cercare di raggiungerla: The Man Who Sold His Skin è un’allegoria sulla libertà personale in un sistema iniquo e tratta l’ampio spettro di significati legati ai problemi del nostro mondo reale.